Raffaele Sollecito, la sua vita dopo il caso Meredith Kercher e il lavoro nel settore informatico
Raffaele Sollecito, dove vive e che lavoro fa oggi: la sua nuova vita dopo il caso Meredith Kercher
Raffaele Sollecito, ex imputato per l’omicidio di Meredith Kercher, vive oggi tra Italia e Germania e ha scelto di dedicarsi al lavoro nel settore informatico. Dopo l’assoluzione definitiva nel 2015, l’ex studente pugliese ha ricostruito una vita lontano dai riflettori, concentrando le sue energie sulle competenze professionali e sulle relazioni personali. La sua storia, segnata da anni di processo e attenzione mediatica, ha trovato un nuovo equilibrio in un ambiente tecnologico e internazionale.
La sua nuova carriera nel settore informatico
Dopo aver lasciato definitivamente Perugia, città in cui studiava Ingegneria informatica quando la sua vita cambiò radicalmente, Sollecito ha completato gli studi a Verona e ha iniziato un percorso professionale nel mondo dell’IT. Negli anni si è specializzato nel settore della sicurezza informatica e delle infrastrutture cloud, lavorando come cloud architect per aziende europee. Il suo lavoro è principalmente da remoto, con una presenza tra la Puglia, Milano e la Germania.
La sua vita è tornata a una normalità lontana dai tribunali.
Il caso Meredith Kercher, che lo vide coinvolto insieme a Amanda Knox, ha lasciato un segno indelebile nella sua vita. Tuttavia, Sollecito ha cercato di lasciarsi alle spalle il peso mediatico del processo, concentrando le sue energie sulle competenze professionali. Ha raccontato più volte di aver ricostruito la propria stabilità esclusivamente attraverso il lavoro, cercando di vivere una vita più riservata e lontana dai riflettori.
Un progetto che unisce tecnologia e memoria online
Parallelamente, Sollecito ha avviato una startup legata alla commemorazione digitale dei defunti, un progetto che unisce tecnologia e memoria online. Il lavoro si concentra su sviluppo di siti web, progettazione di videogiochi e droni, confermando una forte vocazione per il mondo informatico. Negli ultimi tempi sembrerebbe che si sia stabilito a Berlino, scelta fatta sia per motivi professionali sia per migliorare il tedesco.
Il suo nome resta legato al caso Meredith Kercher, ma la sua vita è tornata a una normalità.
Nonostante la nuova vita costruita lontano dai tribunali, Sollecito ha più volte ammesso che il suo nome resta inevitabilmente legato al caso Meredith Kercher. Ogni anniversario del delitto riporta l’attenzione pubblica sulla vicenda e riaccende curiosità e diffidenza. La storia di Sollecito resta indissolubilmente collegata all’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto il 1° novembre 2007 a Perugia. All’epoca era il fidanzato di Amanda Knox, anche lei finita sotto accusa insieme a lui durante le indagini.
I due trascorsero quasi quattro anni in carcere prima dell’assoluzione definitiva arrivata nel 2015. Nel frattempo, l’unico colpevole riconosciuto in via definitiva per il delitto è stato Rudy Guede. Successivamente Sollecito tentò anche di ottenere un risarcimento per ingiusta detenzione, chiedendo oltre 500mila euro, ma la richiesta venne respinta dai giudici, secondo cui alcuni suoi comportamenti durante le indagini avrebbero contribuito ai sospetti nei suoi confronti.
- Assolto nel 2015 per l’omicidio di Meredith Kercher
- Ha completato gli studi a Verona e iniziato un percorso nel settore informatico
- Attualmente vive tra Italia e Germania, con lavoro da remoto
- Ha avviato una startup legata alla commemorazione digitale dei defunti
- Ha scelto di vivere una vita più riservata e lontana dai riflettori
Con Amanda Knox i rapporti oggi sarebbero molto più freddi rispetto al passato. I due si sentono sporadicamente, ma hanno intrapreso vite completamente diverse. Knox è tornata negli Stati Uniti, dove si è sposata ed è diventata madre, mentre Sollecito ha scelto una vita più discreta, cercando di esporsi il meno possibile mediaticamente. Negli anni, però, ha continuato a raccontare la propria esperienza attraverso interviste, social network e il libro Un passo fuori dalla notte, in cui ha ripercorso gli anni del carcere e della lunga battaglia giudiziaria.
