Il rame supera i 14.500 dollari, il premio cinese ai massimi da novembre 2022

Il rame raggiunge nuovi massimi, con il premio cinese ai massimi da novembre 2022. Prezzi in aumento e fattori di domanda.

Il rame ha registrato un ulteriore rialzo, superando i 14.500 dollari alla tonnellata sul London Metal Exchange, con un incremento superiore al 16% da inizio anno. Il premio pagato dalla Cina, noto come «premio Yangshan», è ai massimi da novembre 2022, segno di una domanda cinese in crescita. L’incremento del prezzo si accompagna a una serie di fattori che influenzano la dinamica del mercato, tra cui le importazioni statunitensi anticipate e le interruzioni operative in diversi paesi produttori.

La domanda cinese e le infrastrutture europee

Il «premio Yangshan», indicatore della domanda cinese, ha raggiunto un livello record, con un sovrapprezzo di 124 dollari per tonnellata, in linea con le previsioni di Trading Economics. Questo aumento riflette una maggiore urgenza nella compravendita del metallo da parte del primo consumatore mondiale. Inoltre, la crescita strutturale legata ai data center per l’intelligenza artificiale e agli investimenti nelle reti elettriche sta sostenendo le attese di consumo a lungo termine. L’Europa, in particolare, sta accelerando su reti elettriche e capacità di calcolo per l’IA, aumentando la domanda di rame. Il premio Yangshan segna un aumento del 16% da inizio anno. L’incremento del prezzo del rame si accompagna a una domanda in crescita, in particolare da parte della Cina, che ha registrato un aumento del premio di Yangshan ai massimi da novembre 2022. Questo indica una maggiore pressione sul mercato, con un aumento del costo del metallo per gli operatori.

Le interruzioni di produzione e i dazi statunitensi

La scarsità di offerta si accompagna a interruzioni operative in Cile, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo, causate da incidenti e maltempo. In Indonesia, l’incidente della frana all’8 settembre 2025 alla miniera di Grasberg ha ridotto la produzione e ha portato a un deficit di 55.500 tonnellate per il 2025, secondo Goldman Sachs. Nonostante Freeport-McMoRan abbia confermato l’obiettivo di piena produzione entro fine 2027, il mercato non ha ancora digerito la mancanza di materiale.

Intanto, le importazioni statunitensi anticipate in vista di possibili nuovi dazi sul rame raffinato stanno drenando materiale dal mercato globale, sostenendo un premio strutturale tra il prezzo di New York e Londra. Il rialzo dei tassi Fed della scorsa settimana potrebbe influenzare la produzione industriale globale, riducendo la domanda fisica nei prossimi mesi. Le incertezze sui dazi potrebbero influenzare il premio tra New York e Londra. La politica sui dazi statunitensi rimane poco definita, e un eventuale provvedimento finale potrebbe portare a una correzione brusca del premio tra New York e Londra. Il mercato, quindi, convive con alcune incertezze, ma il rame continua a registrare un rally sostenuto.

Il prezzo del rame è già salito in modo significativo in un anno, e un rallentamento del ritmo di acquisti cinesi potrebbe portare a una fase di consolidamento o correzione. L’Italia, nonostante non possieda miniere di rame, è esposta al metallo attraverso i produttori di cavi ed elettrificazione, come Prysmian, e attraverso i costi delle infrastrutture per la transizione energetica. Un rame strutturalmente più caro si traduce in maggiori costi di investimento, in un momento in cui l’Europa sta accelerando su reti elettriche e capacità di calcolo per l’IA.