Rispetto per il lavoro dei volontari: le sezioni Sat della Val di Fassa rispondono a accuse

Le sezioni Sat della Val di Fassa reagiscono alle critiche del consigliere provinciale, sottolineando il valore del volontariato.

Volontari della SAT mantengono sentieri in montagna, collaborando con enti locali e istituzioni
Volontari della SAT mantengono sentieri in montagna, collaborando con enti locali e istituzioni

Le sezioni Sat della Val di Fassa hanno reagito alle accuse del consigliere provinciale Luca Guglielmi, che aveva criticato la manutenzione di alcuni sentieri tra Passo Fedaia e Marmolada. Secondo le sezioni, tali dichiarazioni sono ingenerose e non rispettose del lavoro quotidiano dei volontari. L’obiettivo è sottolineare l’importanza del contributo spontaneo e gratuito di chi opera sul territorio, nonché la necessità di un confronto diretto con chi effettivamente si occupa della cura dei sentieri.

Un lavoro concreto e radicato nel territorio

Da generazioni, i volontari delle sezioni Sat controllano i percorsi, interventi sulla segnaletica, effettuano lavori di pulizia e ripristino e segnalano situazioni che richiedono interventi più complessi. Lo fanno spesso in luoghi difficili da raggiungere, trasportando a spalla materiali e attrezzature e sottraendo tempo al lavoro e alle proprie famiglie. Questo impegno non è occasionale, ma radicato nella storia delle sezioni locali.

Il lavoro dei volontari non è solo un’attività, ma un impegno di responsabilità e passione.

La manutenzione della rete sentieristica in Val di Fassa non è un’attività isolata, ma il risultato di una collaborazione tra sezioni Sat, gestori dei rifugi, amministrazioni locali e professionisti della montagna. Negli ultimi anni, questa collaborazione è stata ulteriormente rafforzata attraverso iniziative congiunte che hanno migliorato il coordinamento degli interventi, accresciuto le competenze dei volontari e consolidato il rapporto tra chi cura i sentieri, chi accompagna le persone in montagna e chi promuove il territorio.

Un patrimonio identitario e valoriale

La montagna, per la SAT e per l’intera comunità fassana, non rappresenta e non deve rappresentare soltanto una risorsa turistica ed economica. È prima di tutto un patrimonio identitario e valoriale, costruito nel tempo sul rispetto, sulla conoscenza, sulla responsabilità e sulla tradizione. Ridurre la montagna a un prodotto da rendere sempre più accessibile e consumabile significa non riconoscere il valore della comunità che la abita, la conosce e se ne prende cura.

La collaborazione tra volontari e enti locali è il fondamento della gestione dei sentieri.

Significa soprattutto dimenticare che dietro ogni sentiero mantenuto, ogni segnavia ripristinato e ogni intervento effettuato in quota vi sono persone che prestano gratuitamente il proprio servizio nell’interesse di residenti e ospiti. I volontari della SAT non chiedono riconoscimenti particolari. Meritano però rispetto, sostegno e la consapevolezza, da parte delle istituzioni, del valore sociale del loro impegno. Le sezioni Sat di Moena, Pozza di Fassa e Alta Fassa concludono il loro comunicato sottolineando che prima di formulare accuse generalizzate sarebbe stato opportuno incontrare chi opera sul territorio, conoscere il lavoro svolto e riconoscere la rete di collaborazione che la Val di Fassa ha saputo costruire negli anni. È da questo confronto, e non dalla delegittimazione del volontariato, che possono nascere soluzioni utili alla montagna e all’intera comunità.