Roma e Inter in campo, ma dietro di loro un confronto economico tra Friedkin e Oaktree

Roma e Inter si sfidano, ma dietro di loro un confronto economico tra Friedkin e Oaktree.

Un confronto tra due modi di investire

La Roma e l’Inter si affrontano domenica al derby di Roma, ma dietro di loro si svolge un confronto economico tra due proprietà che hanno scelto strade diverse per sostenere i propri progetti. I Friedkin, proprietari giallorossi, hanno continuato a investire pesantemente, mentre Oaktree, in carica all’Inter, ha privilegiato la stabilità economica. Secondo i dati forniti, la Roma ha speso complessivamente 211 milioni di euro sui cartellini, contro i 186 milioni dell’Inter. Questo divario di 25 milioni di euro riflette una scelta diversa: i Friedkin hanno optato per un modello di crescita sportiva, anche a costo di bilanci in rosso, mentre Oaktree ha cercato di mantenere la competitività riducendo il peso economico della squadra.

La Roma ha speso 211 milioni, l’Inter 186: un divario di 25 milioni.

Un investimento costante e un’accelerazione

Nel primo mercato dell’era Gasperini, la Roma aveva già speso 86,5 milioni di euro. Gli investimenti principali furono Wesley per 25 milioni e El Aynaoui per 23, ai quali si aggiunsero Robinio Vaz per 20 milioni, Ziolkowski per 6,5 e diversi prestiti onerosi. La vera accelerazione è arrivata nell’estate successiva, quando i Friedkin hanno autorizzato investimenti per 124,5 milioni di euro. Tra questi, 35 milioni per Castro, 25 per Rodrigo Mora, altri 25 per riscattare Malen, 16,5 per Koulierakis e 13 per Molina. L’accordo con il Porto per Rodrigo Mora prevede ulteriori 25 milioni o il riconoscimento del 50% di una futura rivendita. La Roma, nonostante i vincoli del fair play finanziario UEFA, continua a muoversi con un modello di investimento che punta alla crescita sportiva.

La Roma ha speso 124,5 milioni nell’estate 2026, con un focus su giocatori chiave. A partire dall’estate 2025, il costo della rosa romanista sarebbe aumentato di circa 15 milioni di euro, mentre quello dell’Inter sarebbe diminuito di circa 10 milioni. Questo dato sottolinea la diversa filosofia delle due proprietà: i Friedkin hanno continuato a coprire le perdite attraverso nuovi apporti di capitale, accettando bilanci in rosso pur di sostenere la crescita sportiva. Oaktree, invece, ha seguito una strada differente, concentrando l’attenzione sulla stabilità economica.

Un bilancio in rosso e un’attenzione alla stabilità

La Roma, dal 2020, non ha chiuso un esercizio in utile e anche il 2025/26 dovrebbe terminare con una perdita. I Friedkin hanno continuato a coprire le perdite attraverso nuovi apporti di capitale, accettando bilanci in rosso pur di sostenere la crescita sportiva. Al contrario, l’Inter, guidato da Oaktree, ha registrato un utile di 35 milioni nella sua prima stagione e si prepara a chiudere positivamente anche il bilancio successivo. Questo approccio ha permesso all’Inter di ridurre il costo complessivo della rosa, che è diminuito di circa 10 milioni di euro rispetto all’estate 2025.

L’Inter ha ridotto il costo della rosa di 10 milioni, mentre la Roma ha aumentato di 15. Il confronto tra i due club non riguarda solo il campo, ma anche le decisioni prese lontano dal prato verde. Il derby di Roma potrebbe essere solo un’altra sfida, ma dietro di esso si svolge un dibattito su come sostenere un progetto sportivo in modo sostenibile. La Roma ha scelto di spingere sull’acceleratore per colmare il divario, mentre l’Inter ha provato a mantenere la competitività riducendo allo stesso tempo il peso economico della squadra. Questo confronto economico tra Friedkin e Oaktree è diventato un tema centrale nel mercato e nella gestione delle due squadre.