San Donato e Report: una inchiesta cestinata per non smentire una tesi
Report e San Donato: una inchiesta cestinata per non smentire una tesi

La vicenda tra il gruppo San Donato e il programma di inchiesta Report ha acceso dibattiti su come si gestisce il giornalismo in un contesto di tensioni tra pubblico e privato. Nel 2020, Giovanna Boursier, giornalista con 18 anni di esperienza nel programma fondato da Sigfrido Ranucci, realizzò un’inchiesta sul San Donato, un gruppo sanitario privato che, durante la pandemia, si trovò a gestire un’ondata di malati in modo estremamente impegnativo. Il lavoro, però, non fu accolto come previsto: il servizio fu cestinato, e la Boursier fu allontanata dal programma. La motivazione? L’inchiesta non si sarebbe allineata con la tesi che Ranucci voleva sostenere.
Un lavoro obiettivo, ma non conforme
La Boursier, che si occupò delle terapie intensive e delle rianimazioni, si impegnò a raccogliere informazioni e documenti dal San Donato, confrontandosi con esperti e autorità. Il gruppo sanitario, in particolare, si mostrò disponibile a fornire tutta la documentazione necessaria per supportare l’inchiesta. «Del resto il gruppo ha anche fornito a entrambi i giornalisti di Report tutta la documentazione a supporto», spiega una fonte. Tuttavia, il servizio non fu trasmesso. La Boursier, che aveva preparato domande precise e obiettive, fu sostituita da un altro servizio, quello di Giorgio Mottola, che si concentrò su un’altra parte della vicenda.
Un’inchiesta cestinata per non smentire una tesi
La fonte racconta che il servizio della Boursier era talmente aderente ai fatti, ma non rispondeva all’obiettivo di Report, da essere cestinato. «E questo perché volevano dimostrare unicamente la loro tesi», osserva la fonte. La tesi, in questo caso, era che il privato nella sanità rappresenta solo un male. Il San Donato, però, non si è lasciato mettere in discussione. Dopo la messa in onda del servizio di Mottola, il gruppo sanitario iniziò un’escalation di comunicazioni, scrivendo a diversi rappresentanti della Rai, tra cui Ranucci, per contestare la gestione dell’inchiesta.
La corrispondenza tra il San Donato e la Rai si protrasse, con il conduttore di Report che si spingeva a dire che l’inchiesta della Boursier «non era né calendata né concordata col sottoscritto». La giornalista, che aveva lavorato per il programma da 18 anni, fu allontanata. La fonte si chiede: «Ma come si fa a dire che non è una sua giornalista quando è venuta da noi con l’autorizzazione di Ranucci e la richiesta di intervista vidimata da Report?». La risposta è chiara: il metodo di Report è solo quello di dimostrare una tesi.
La vicenda è stata oggetto di un audit nel 2022, che ha incluso anche le presunte molestie sessuali da parte di Ranucci. Tuttavia, il risultato fu un nulla di fatto. La Boursier, che oggi collabora con La7, non ha commentato la vicenda. Mottola, invece, ha detto che la Rai aveva aperto un’indagine dopo la pubblicazione di una lettera anonima, ma non ha confermato se avesse ricevuto i documenti dal San Donato. La questione, per ora, resta aperta, e la fonte spera che il prossimo audit possa chiarire anche questa parte della storia.
