Il sindaco di Vigonovo: «Le donne che potevano essere salvate»

Il sindaco di Vigonovo parla dei femminicidi e della mancanza di interventi efficaci.

Il sindaco di Vigonovo: «Le donne che potevano essere salvate»
Il sindaco di Vigonovo: «Le donne che potevano essere salvate»

Il sindaco di Vigonovo, Luca Martello, ha espresso profonde preoccupazioni sul tema dei femminicidi e della violenza di genere, sottolineando come tre donne – Giulia Cecchettin, Giada Zanola e Tania Terrin – potessero essere state salvate se il sistema fosse stato più attento e efficace. «Le donne che potevano essere salvate», ha detto, riferendosi a episodi che hanno colpito il territorio negli ultimi anni. Martello ha sottolineato come il sistema attuale, che coinvolge sanità, giustizia, sicurezza e assistenza sociale, sia troppo fragile e non abbia risorse sufficienti per garantire interventi tempestivi e completi.

Un sistema in crisi

Il sindaco ha spiegato che la mancanza di personale e di risorse economiche rende difficile il funzionamento del sistema. «I centri antiviolenza sono sostenuti economicamente dai Comuni, e forse anche questo andrebbe ripensato», ha sottolineato. Martello ha anche menzionato come il trattamento sanitario obbligatorio, uno strumento importante, abbia una durata limitata e non possa garantire una soluzione definitiva. Costruire un percorso serio con un potenziale femminicida è molto complicato, perché è necessaria anche la disponibilità dell’aggressore a farsi seguire.

La prevenzione e il ruolo delle famiglie

Il sindaco ha riconosciuto che la prevenzione, soprattutto nelle scuole, è fondamentale per intercettare i problemi il prima possibile. «Sono d’accordo con Gino Cecchettin quando dice che bisogna partire dalla prevenzione nelle scuole», ha detto. Tuttavia, ha anche sottolineato che non basta solo l’azione delle istituzioni: serve anche il coinvolgimento delle famiglie. Martello ha anche commentato l’idea di introdurre una legge per limitare l’uso dei telefoni da parte dei bambini, ma ha espresso dubbi su un’eventuale norma. «A volte cerchiamo soluzioni esterne a limiti che, per primi, dovremmo essere capaci di porre noi», ha osservato.

Il sindaco ha anche parlato del caso di Tania Terrin, la cui scomparsa ha riaperto una ferita nella comunità. «Con la mamma di Tania mi sono scritto e le ho lasciato tutti i miei recapiti. Le ho detto che può contattarmi per qualsiasi cosa e in qualsiasi momento. Di certo la incontrerò presto», ha spiegato. Martello ha espresso la sua convinzione che, di fronte a una situazione in cui il rischio era così evidente, lo Stato avrebbe dovuto riuscire ad agire. «In cuor mio, penso che di fronte a una situazione nella quale il rischio era così evidente, lo Stato avrebbe dovuto riuscire ad agire», ha concluso.

Il sindaco ha riconosciuto che il sistema attuale non funziona in modo efficace, ma ha anche sottolineato l’importanza di un cambiamento radicale. «Servono investimenti e decisioni che devono arrivare dai più alti livelli istituzionali», ha detto. Martello ha espresso la sua convinzione che, con un sistema più attento e con risorse adeguate, potrebbe essere possibile salvare donne che oggi non lo sono state.

Il sindaco ha anche sottolineato come il sistema attuale non abbia una regia efficace e che le componenti che lo compongono siano troppo fragili. «Non c’è una colpa da attribuire singolarmente a qualcuno degli ingranaggi che compongono la macchina; la falla sta in come è pensato e organizzato il sistema stesso», ha spiegato. Martello ha riconosciuto che, purtroppo, le donne che hanno perso la vita non sono state salvate nonostante le opportunità esistessero.