La stagione venatoria 2026/2027 in Trentino: equilibrio tra tradizione e tutela della fauna
Inizia la stagione venatoria in Trentino con un calendario che concilia tradizione e tutela della fauna. L’assessore Failoni sottolinea l’importanza della gestione responsabile.

La stagione venatoria 2026/2027 in Trentino ha iniziato ufficialmente il 6 settembre, con un calendario studiato per conciliare tradizione e tutela della specie. L’assessore all’ambiente Roberto Failoni ha espresso il suo apprezzamento per la stagione, auspicando che i cacciatori possano vivere l’esperienza con passione, prudenza e senso di responsabilità. La stagione, che si estende fino al 31 gennaio, prevede un equilibrio tra la gestione della fauna e la salvaguardia degli habitat, con un approccio basato su censimenti, monitoraggio e programmazione. In Trentino sono stati censiti circa 73 mila ungulati, e i piani di prelievo autorizzati prevedono poco più di 13 mila capi.
Un approccio responsabile alla gestione della fauna
La caccia, in Trentino, non è solo un’attività tradizionale, ma un presidio territoriale e sociale che richiede una gestione attenta e responsabile. L’assessore Failoni ha sottolineato come la gestione della fauna non sia solo una questione di prelievo, ma un esercizio di equilibrio tra tutela dell’ambiente, salvaguardia delle attività umane e rispetto per la tradizione. La stagione venatoria 2026/2027 prevede l’uso esclusivo di fucili a canna rigata con calibri specifici, e viene fortemente raccomandato l’uso di munizioni atossiche in sostituzione di quelle in piombo, soprattutto in prossimità di zone umide. Inoltre, è obbligatorio il recupero della fauna, con la ricerca dei capi feriti avvalendosi esclusivamente di cani da traccia riconosciuti idonei.
Regole e limiti per la caccia
La caccia in Trentino è regolata da una serie di norme che mirano a garantire la sicurezza delle persone e la tutela degli habitat. E’ vietato sparare in direzione di infrastrutture, animali domestici o abitazioni, a distanze inferiori a 150 metri. La caccia nei fondi con presenza di bestiame è consentita solo a una distanza superiore a 100 metri dalla mandria, dal gregge o dal branco. Inoltre, sono vietati l’uso di reti, trappole, tagliole, esche avvelenate e altri mezzi che potrebbero compromettere la sicurezza. I giorni vietati, di “silenzio venatorio”, sono martedì e venerdì, anche se festivi. Gli abitanti o turisti potrebbero trovarsi nella zona di azione di persone armate, soprattutto durante il fine settimana, quando le famiglie, spesso accompagnate da bambini e animali da compagnia, desiderano godere dell’ambiente naturale in tranquillità e in sicurezza.
La stagione venatoria prevede la caccia a diverse specie, tra cui capriolo maschio, cervo, camoscio, muflone, colombacce, cornacchia grigia e nera, ghiandaia e merlo. Il prelievo della beccaccia è consentito dal 1 ottobre al 10 gennaio, subordinato all’applicazione del “protocollo gelo”. Dal 16 dicembre, esclusivamente da appostamento fisso, è permessa la caccia alla cesena e al tordo sassello. L’Enpa di Rovereto ha espresso preoccupazione per l’impatto delle nuove direttive sulla tutela della fauna selvatica, sottolineando l’importanza di mantenere i principi fondanti della legge 157/92.
La stagione venatoria 2026/2027 rappresenta un momento significativo per il Trentino, che conferma il suo approccio basato su dati, programmazione e responsabilità. L’obiettivo è coniugare una lunga tradizione trentina con una moderna strategia di conservazione, basata sui dati tecnici e sul costante dialogo con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e gli enti gestori del territorio. La caccia, in questo contesto, non è solo un’attività, ma un’azione che richiede attenzione, rispetto e collaborazione tra cacciatori, autorità e cittadini.
