Stellantis: sindacati chiedono risposte per la crisi di Cassino
Stellantis: sindacati chiedono risposte per la crisi di Cassino
Lo stabilimento Stellantis di Cassino si ferma ancora, con un nuovo stop annunciato a partire da oggi, 6 ottobre 2026. I sindacati, in particolare la FIOM e la UILM, chiedono risposte concrete e un piano industriale chiaro per garantire l’occupazione e il futuro produttivo del sito. La situazione, già segnata da fermi produttivi continui, ha suscitato preoccupazioni crescenti tra i lavoratori e i loro rappresentanti, che vedono il futuro del sito produttivo in una fase di stasi particolarmente critica.
Stop produttivi e bassa produzione
Il 2026 ha visto un susseguirsi di stop produttivi a Cassino, con la produzione limitata a circa 7.000 nuove vetture nei primi sei mesi dell’anno. Nei mesi di agosto e settembre, i fermi sono diventati la norma, con un impatto significativo sui lavoratori Stellantis e sull’indotto. La produzione, in particolare delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio, non ha raggiunto i livelli previsti, e il futuro dei modelli a marchio Alfa Romeo appare fumoso, con la produzione delle attuali generazioni che non andrà oltre il 2027. La crisi non può essere affrontata con comunicazioni di giornata, ha sottolineato Gennaro D’Avino, segretario generale della UILM-UIL. I fermi produttivi, che si susseguono senza una strategia chiara, pesano non solo sui dipendenti Stellantis, ma anche su quelli dell’indotto, che vedono crescere il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Un piano industriale chiaro e verificabile
“Cassino allo stato attuale non ha alcun tipo di risposta”, ha aggiunto Andrea Di Traglia, segretario generale della FIOM Frosinone e Latina. I sindacati, in particolare la FIOM, temono che il sito possa diventare una “fabbrica-cacciavite”, con un futuro incerto e una mancanza di certezze. La UILM ha richiesto un piano industriale chiaro e verificabile, che porti garanzie concrete per il futuro dell’occupazione e del settore produttivo. Il futuro produttivo dipende da nuove piattaforme e partnership, ma per ora non ci sono certezze. La piattaforma STLA Large potrebbe portare nuovi modelli di alta gamma a marchio Maserati, ma le voci di partnership con aziende cinesi come Jac e Huawei non bastano a risolvere le problematiche attuali. I sindacati chiedono garanzie concrete per l’occupazione e per il futuro del sito, che appare in una fase di stasi critica.
Stellantis ha indetto due appuntamenti per cercare di uscire dalla situazione di stasi. Il primo si terrà il 15 ottobre a Roma, con un incontro tra le principali organizzazioni sindacali nazionali e il Gruppo Stellantis. Seguirà un ulteriore incontro il 20 ottobre a Torino, in cui sarà presente anche una delegazione della Regione Lazio. I sindacati chiedono garanzie sul futuro produttivo del sito e una tutela dell’occupazione, che rimane un tema cruciale per i lavoratori.
La situazione a Cassino rappresenta un problema non solo per i dipendenti Stellantis, ma anche per l’indotto, che ha visto un aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali. La crisi, se non risolta, potrebbe portare a ulteriori esodi e una riduzione del numero di giornate effettivamente lavorate, con conseguenze pesanti per l’intero settore. I sindacati continuano a monitorare la situazione, sperando in una risposta concreta da parte del gruppo automobilistico.
