Strage di Erba, i giudici: “Prove solide” contro “dati frammentari”

I giudici della Corte d’appello di Brescia respingono la richiesta di revisione per la strage di Erba, sottolineando l’assenza di prove nuove.

Strage di Erba, i giudici: “Prove solide” contro “dati frammentari”
Strage di Erba, i giudici: “Prove solide” contro “dati frammentari”

La Corte d’appello di Brescia ha respinto la richiesta di revisione del processo per la strage di Erba, sottolineando che non esistono prove nuove in grado di scagionare Rosa Bazzi e Olindo Romano. I giudici hanno evidenziato che le istanze presentate non offrono elementi sufficienti a modificare la condanna definitiva, che è basata su un quadro probatorio solido e univoco. La difesa aveva avanzato diverse contestazioni, tra cui la presunta fuga sul terrazzo e i consumi di elettricità, ma i magistrati hanno ritenuto che tali dati siano frammentari e non in grado di alterare il risultato del processo.

Prove solide contro dati frammentari

I giudici hanno sottolineato che le prove presentate dalla difesa non sono nuove né sufficientemente affidabili per influire sul verdetto. In particolare, hanno rilevato che la presunta fuga degli imputati sul terrazzo non è supportata da tracce di passaggio, né sono state rilevate tracce di attività esterna. Le immagini fotografate dai vigili del fuoco e dai carabinieri il 12 dicembre 2006 mostrano un terrazzo in perfetto ordine, privo di segni di passaggio. Inoltre, i consumi di energia elettrica non sono considerati prova sufficiente per dimostrare la presenza di estranei in casa Castagna.

Assenza di prove nuove e inadeguate contestazioni

La difesa aveva avanzato diverse istanze, tra cui l’ipotesi di una faida per droga, ma i giudici hanno ritenuto che tale movente non sia mai stato verificato. Inoltre, le interviste a soggetti esterni, come quelle del programma Le Iene, non sono considerate prove nuove né ammissibili in sede processuale. I magistrati hanno chiarito che le interviste non possono sostituire testimonianze legalmente rilevanti e che le risposte date in contesti non giudiziari non possono essere considerate attendibili.

Le prove principali del processo, come la traccia ematica di Valeria Cherubini sul battitacco della Seat Arosa, il riconoscimento da parte di Mario Frigerio e le confessioni degli imputati, sono state ritenute attendibili e non contestabili. I giudici hanno anche sottolineato che le consulenze mediche e le analisi presentate non hanno fornito elementi nuovi in grado di modificare il quadro probatorio esistente.

Ricorso in Cassazione e contestazioni procedurali

L’avvocato Fabio Schembri ha annunciato che la difesa intende ricorrere in Cassazione per vizi di legittimità e procedurali. Schembri ha sottolineato che la richiesta di revisione è stata respinta per mancanza di prove nuove, ma ha ritenuto che i motivi presentati siano comunque validi. L’avvocato ha anche evidenziato che la Corte d’appello ha dato l’impressione di celebrare un processo, fissando udienze e ascoltando testimoni, ma in realtà non è stato effettuato alcun procedimento formale.

La sentenza dei giudici di Brescia conferma la condanna definitiva per Rosa Bazzi e Olindo Romano, che restano in carcere. La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto la morte di Raffaella Castagna, Youssef Marzouk, Paola Galli e Valeria Cherubini, mentre Mario Frigerio è sopravvissuto e ha testimoniato contro i due imputati. La decisione dei giudici chiude un’istanza di revisione che aveva suscitato dibattiti e polemiche, ma non ha trovato supporto nel quadro probatorio esistente.