Claudio Lotito, tra alleati e oppositori. Il presidente della Lazio e il sistema di potere che lo circonda

Claudio Lotito, presidente della Lazio, si trova al centro di tensioni politiche e giudiziarie. Indagato per minacce e pressioni, si difende con l’appoggio di Berlusconi.

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, si trova al centro di una situazione complessa, in cui si alternano alleghi e opposizioni, sia dentro che fuori dal mondo del calcio. Dopo anni di gestione della squadra, il patron biancoceleste si trova a fronteggiare una serie di critiche, pressioni e indagini giudiziarie che lo mettono in discussione. Il rapporto con Forza Italia, partito al quale appartiene come senatore, sembra essere diventato un ulteriore fronte da affrontare, con la famiglia Berlusconi che lo sostiene ma non sempre condiviso da tutti i vertici del partito.

Un rapporto stretto con Berlusconi

Lotito ha sempre avuto un rapporto molto stretto con il Cavaliere, che lo ha sostenuto fin dal momento in cui ha salvato la Lazio dal fallimento. «Un amico», ha più volte detto il presidente, rafforzando il legame che lo unisce al leader di Forza Italia. Il rapporto si è ulteriormente consolidato quando, nel 2022, Berlusconi lo ha paracadutato nel collegio uninominale del Senato in Molise. Una scelta che ha suscitato polemiche e proteste, soprattutto all’interno del partito, con l’allora coordinatore di Fdi che ha rifiutato di candidarsi dopo lo scontento per la scelta.

Il sostegno di Berlusconi non è mai stato un fattore di tranquillità per tutti i vertici del partito.

Nonostante il sostegno di Berlusconi, Lotito si trova a dover affrontare una serie di critiche e indagini che lo coinvolgono. Tra i nomi che emergono, c’è Luigi Bisignani, ex presidente della Lazio, e i vertici della Banca del Fucino, accusati di aver cercato di influenzare le decisioni del presidente. L’indagine giudiziaria, che ha coinvolto anche alcuni tifosi e capi ultrà, ha reso evidente la tensione che circonda la figura di Lotito. «Ha avuto una stagione importante nella storia della Lazio, ma le stagioni, anche quelle molto lunghe, prima o poi finiscono», ha detto Francesco Rocca, presidente della regione Lazio, sottolineando l’importanza di un cambio di rotta per la società.

Un sistema di potere in movimento

La situazione di Lotito non è isolata. Il sistema di potere che lo circonda, composto da politici, imprenditori e tifosi, sembra essere in movimento. La cordata Chinaglia, che aveva tentato di esautorare il presidente, ha visto un processo con l’assoluzione di tutti gli imputati, ma i capi ultrà della Lazio sono tornati a protestare. L’associazione Noi oltre 365, legata a figure storiche del tifo, ha anche un conto presso la Banca del Fucino, che potrebbe essere un ulteriore elemento di tensione.

La Lazio è diventata una società appetibile, ma anche un bersaglio per chi non condivide le scelte di Lotito.

Nonostante tutto, Lotito continua a mantenere la sua posizione, sostenendo che la Lazio è in una fase di crescita e che il suo lavoro è stato riconosciuto. «La Lazio aveva un debito milionario con l’erario, a breve sarà estinto», ha detto un suo vicino, sottolineando l’importanza del lavoro svolto. Il presidente, però, sa che il suo ruolo è in discussione, e che il sistema che lo circonda potrebbe non essere più disposto a tollerare le sue scelte.