Svezia: centrosinistra vince di misura, l’ultradestra riflette sull’effetto boomerang del divieto del velo islamico
Svezia: centrosinistra vince di misura, l’ultradestra riflette sull’effetto boomerang del divieto del velo islamico
Le elezioni svedesi del 13 settembre 2026 hanno visto il centrosinistra, guidato da Magdalena Andersson, vincere di misura con 176 seggi, contro i 173 del centrodestra guidato da Ulf Kristersson. La vittoria, pur non schiacciante, ha confermato la stabilità del blocco rosso-verde, che si è distanziato di circa 44 mila voti su quasi 6,7 milioni di voti validi. La vittoria di Andersson, dopo un intervallo di quattro anni, ha riacceso la leadership del Paese, ma ha anche aperto una discussione interna tra i partiti della coalizione, che presentano posizioni divergenti su politiche economiche, ambientali e migratorie.
La campagna anti-velo islamico e il boomerang elettorale
Un effetto collaterale delle elezioni è stato il calo di consensi dell’estrema destra, che ha perso 3 punti percentuali. I Democratici Svedesi, il partito ultra-destra, hanno visto il loro leader Jimmie Akesson riconoscere che la campagna anti-velo islamico, estesa a tutte le forme del velo nel giugno 2026, potrebbe aver spinto gli elettori a votare contro di loro. L’analisi di Reuters ha evidenziato che il centrosinistra ha ottenuto 73mila voti in più nei distretti con una forte presenza di elettori stranieri, dimostrando l’importanza del voto della comunità straniera nel risultato elettorale.
Il divieto del velo islamico ha avuto un impatto negativo sull’immagine del partito ultra-destra. La campagna pubblicitaria in arabo, rivolta agli elettori arabofoni, ha suscitato polemiche, ma l’effetto del divieto sembra aver avuto un impatto negativo sull’immagine del partito ultra-destra. La vittoria del centrosinistra, quindi, potrebbe rappresentare un boomerang per l’estrema destra, che ha visto un calo di consensi non previsto.
Le sfide per Andersson e la formazione del governo
Magdalena Andersson, leader dei socialdemocratici, ha espresso l’intenzione di guidare la Svezia con un nuovo spirito di collaborazione, lontano dai conflitti. Tuttavia, la formazione del governo resterà un compito complesso, dato che i quattro partiti della coalizione presentano posizioni divergenti. I Verdi e Sinistra sostengono politiche sociali e climatiche più incisive, mentre il Centro mantiene un approccio economico più liberale. Inoltre, i socialdemocratici si sono mostrati sempre più inclini a politiche restrittive sull’immigrazione, mentre Verdi e Sinistra sono più favorevoli all’accoglienza.
Le divergenze tra i partiti della coalizione complicano la formazione del governo. Il primo ministro uscente, Ulf Kristersson, ha rassegnato le dimissioni, riconoscendo le condizioni complesse per la formazione del prossimo governo. La sua lettera ha sottolineato la fragilità delle alleanze all’interno del centro-sinistra e ha messo in guardia contro i possibili ostacoli alla formazione di una coalizione. La vittoria di Andersson, quindi, non è solo un successo elettorale, ma anche un inizio di un lungo percorso di negoziazione e compromesso. Con il lavoro parlamentare che inizia, la Svezia si appresta a un nuovo periodo di governo, con sfide politiche e sociali da affrontare. La vittoria di Andersson non è solo un risultato elettorale, ma anche un segnale di cambiamento, che potrebbe influenzare le politiche future del Paese.
