Turismo a Como: calo lieve negli ultimi due anni, ma nessuna crisi
Turismo a Como: calo lieve negli ultimi due anni, ma nessuna crisi. Prudenza necessaria per evitare falsa visuale di crescita.

Un calo lieve ma segnali di frenata
La città di Como, pur mantenendo un livello di affluenza turistica elevato, segnala un calo lieve negli ultimi due anni, senza però indicare una crisi. Fabio Dadati, presidente di Lariofiere e imprenditore nel settore alberghiero, ha sottolineato come il mercato del turismo sul lago non abbia raggiunto un punto di svolta drastico, ma abbia cominciato a mostrare segni di saturazione e di una possibile stagnazione. La domanda, in particolare, si è ridotta nella fascia media, mentre il comparto extra lusso ha mantenuto una certa stabilità grazie all’aumento dei prezzi.
La saturazione dei servizi e le tensioni al molo
Le code per i battelli, il funicolare e altri servizi sul lago sono diventate sempre più lunghe, spesso accompagnate da discussioni tra turisti e residenti. Questo fenomeno, pur non rappresentando un calo drastico, ha creato tensioni e ha reso necessaria una maggiore attenzione da parte degli operatori. La saturazione media dei luoghi turistici, come la montagna, ha raggiunto il 73,4%, con picchi del 79,9%, mentre i borghi si attestano al 63,6%, con punte del 71%.
La domanda si è ridotta nella fascia media, mentre il comparto extra lusso ha mantenuto una certa stabilità grazie all’aumento dei prezzi. La situazione si complica ulteriormente con il mese di giugno 2026, che ha registrato un calo, seguito da un miglioramento in luglio e un ulteriore calo in agosto. Le prospettive per settembre sono ottimistiche, ma la chiave per il futuro è la prudenza e la capacità di adattarsi a un mercato in evoluzione. La parola d’ordine è prudenza per non dare una falsa visuale di una crescita continua e inarrestabile. Non si deve drammatizzare, ma bisogna essere equilibrati, soprattutto per chi investe in nuovi hotel, che vede l’opportunità come un investimento finanziario, e per chi gestisce piccole e medie imprese, che devono conoscere la realtà in ogni dettaglio. Non si deve drammatizzare, ma bisogna essere equilibrati, soprattutto per chi investe in nuovi hotel e per chi gestisce piccole imprese.
L’incremento del 9,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025, registrato attraverso le OTA, conferma un trend positivo, ma non sufficiente a mascherare una tendenza a lungo termine di riduzione della domanda. Il settore turistico, pur mantenendo un’attrattività globale, deve adottare strategie per rendere sempre più interessanti anche i borghi, al di là della popolarità delle destinazioni più conosciute. La prudenza è la parola d’ordine per evitare una falsa visuale di crescita inarrestabile.
