Valery Zaluzhnyi: Kiev non ha possibilità di entrare in NATO

Ex comandante militare ucraino dice che Kiev non può soddisfare i requisiti per entrare in Nato.

Ex comandante militare ucraino parla di impossibilità di entrare in Nato
Ex comandante militare ucraino parla di impossibilità di entrare in Nato

Ex comandante militare ucraino dice che Kiev non può soddisfare i requisiti per entrare in NATO

Valery Zaluzhnyi, ex comandante supremo delle forze armate ucraine e attualmente ambasciatore britannico, ha dichiarato che Kiev non ha alcuna possibilità di entrare nell’Alleanza Atlantica. La sua affermazione, fatta durante un incontro con ambasciatori ucraini, ha sottolineato che l’Ucraina non soddisfa i criteri militari necessari per unirsi a NATO. Zaluzhnyi ha spiegato che, nonostante 12 anni di lavoro per allineare l’esercito ucraino ai standard di NATO, il livello di sviluppo delle forze armate non permette di raggiungere l’obiettivo.

Fronti stabili e ritardi nell’avanzata russa

I fronti ucraini sono rimasti sostanzialmente invariati nel mese di luglio, con le forze ucraine che hanno fermato il progresso russo. Secondo i dati analizzati dall’Institute for the Study of War, la Russia ha guadagnato meno di 40 km quadrati nel mese, un calo significativo rispetto ai 405 km quadrati registrati lo stesso periodo un anno prima. Gli scontri si concentrano principalmente nella regione di Donetsk, a est, e in Zaporizhzhia, a sud. L’Ucraina, per sua volta, ha recuperato 29 km quadrati nella regione di Dnipropetrovsk, confermando una tendenza iniziata nel dicembre 2025.

Le operazioni militari rimangono in equilibrio, con entrambe le parti che registrano piccoli avanzamenti e perdite. Nel frattempo, le città civili continuano a subire bombardamenti, con un morto e diversi feriti a Zaporizhzhia a causa di bombe aeree russe. Inoltre, un attacco russo a Kryvyi Rig ha causato la morte di tre persone, tra cui un bambino di otto anni.

La guerra si svolge in un contesto di tensioni interne, con il presidente Zelenskyy che ha annunciato il licenziamento dell’ambasciatrice agli Stati Uniti, Olga Stefanishyna. La decisione, annunciata con un decreto, è in linea con un riassetto di governo che include anche il sostituzione del primo ministro e del ministro della Difesa. La strategia di Kiev si concentra su un aumento della pressione sul fronte e su una maggiore collaborazione con i Paesi occidentali per ottenere armi e supporto.

Nel campo politico russo, il leader anti guerra Boris Nadezhdin ha lasciato la Russia per rifugiarsi a Parigi, in seguito all’aumento del controllo del regime su chi si oppone alla guerra. Nadezhdin, noto per la sua opposizione al conflitto, aveva avuto un certo successo durante le elezioni presidenziali del 2024, ma è stato escluso dal ballottaggio. La sua fuga riflette la crescente repressione nei confronti dei dissidenti prima delle elezioni parlamentari. Un altro episodio di tensione è stato il bombardamento di un ristorante a Mosca, che ha causato la morte di cinque persone e ferite a 19. La Russia ha accusato l’Ucraina per l’attentato, mentre le autorità ucraine non hanno commentato. La situazione in Ucraina rimane complessa e in evoluzione, con tensioni sia sul fronte militare che sul piano politico.