Vincenzo Spadafora: “Centrosinistra in ritardo, primarie necessarie per dare un’anima al progetto”
Vincenzo Spadafora critica il centrosinistra per il ritardo e la mancanza di un progetto alternativo alla destra.

Vincenzo Spadafora, ex ministro nel governo Conte II e fondatore di Primavera, ha espresso preoccupazioni sul ritardo del centrosinistra e sulla mancanza di un progetto alternativo alla destra. Secondo l’ex esponente del Movimento 5 Stelle, il tavolo per la costruzione della coalizione è stato rimandato a causa di tatticismi eccessivi sulla scelta del leader. Spadafora sostiene che non ci sia altra strada che le primarie, che dovrebbero essere organizzate in fretta per dare un’anima al progetto di sinistra. L’ex ministro ha anche sottolineato la necessità di un accordo su temi chiave come la politica estera, non solo una sintesi di idee.
Spadafora ha rilevato che il centrosinistra non riesce a costruire un progetto alternativo a quello della destra, nonostante l’alleanza tra Pd, Avs e M5s. L’ex ministro ha citato l’evento a Napoli, dove la partecipazione è stata minima, come esempio della mancanza di entusiasmo e partecipazione. Inoltre, ha sottolineato che la foto dei leader del centrosinistra, sebbene bella, mancava una “quarta gamba”, ovvero un gruppo di elettori che non si riconoscono in Elly Schlein, Giuseppe Conte o nei leader di Avs. Questo elemento ha reso il progetto di coalizione meno credibile per una parte significativa del pubblico.
Le primarie come strumento di unificazione
Secondo Spadafora, le primarie potrebbero essere la soluzione per unire le diverse esperienze e comunità all’interno del centrosinistra. L’ex ministro ha sottolineato che, sia che vinca Schlein sia che vinca Conte, il centrosinistra giocherà una partita per vincere. Tuttavia, ha avvertito che il ritardo nel decidere il leader e nel costruire un programma comune potrebbe portare alla perdita delle elezioni. Inoltre, ha sottolineato che il problema non è solo l’accordo tra i leader, ma trovare un’intesa tra le comunità dei due partiti.
Il ritardo rischia di costare le elezioni. Spadafora ha anche commentato la posizione di Beppe Grillo, che ha criticato il Movimento 5 Stelle per aver perso alcuni valori fondativi. L’ex esponente del M5s ha condiviso questa critica, sottolineando che il movimento è cambiato in modo significativo, con una riduzione del numero di elettori e una rinuncia a alcuni valori chiave. Tuttavia, ha riconosciuto che Conte ha trasformato il M5s in un partito strutturato, che è diventato un pilastro della coalizione.
La quarta gamba e il futuro del centrosinistra
Spadafora ha anche parlato delle esperienze come Primavera, Progetto civico Italia e l’associazione di Ernesto Ruffini, che hanno riscosso un certo consenso. Tuttavia, ha sottolineato che non è probabile che una sola di queste esperienze possa raggiungere il 3% dei voti. Secondo lui, il bagno di realtà arriverà anche per Alessandro Onorato, che, sebbene si muova attivamente, viene dato allo 0,5-0,6% dei voti. Spadafora ha quindi chiesto di unire queste esperienze per dare vita a una “quarta gamba” del centrosinistra, coinvolgendo anche altre figure come Silvia Salis.
Non basta una sintesi, serve un accordo. Spadafora ha sottolineato che il centrosinistra deve trovare un punto di vista comune anche sui temi della politica estera, non solo dire troveremo una sintesi. L’ex ministro ha anche espresso preoccupazione per il fatto che il tavolo del centrosinistra, che tutti dicono si farà a settembre, è stato rimandato per tatticismi eccessivi. Secondo lui, il tempo si sta dilungando troppo e il rischio è di perdere le elezioni.
