Un 15enne italiano in carcere da 70 giorni per allarme bomba a scuola
Un 15enne italiano detenuto da 70 giorni in carcere minorile a Malta per allarme bomba a scuola, condizioni allarmanti denunciate dai genitori.

Un 15enne italiano, Flavio Santoiemma, è stato detenuto da 70 giorni nel carcere minorile Coors a Malta per aver provocato un allarme bomba a scuola. I genitori, Antonio e Daniela Lorusso, denunciano condizioni di detenzione «allarmanti» e violazioni dei trattati internazionali a cui Malta è firmatario. La vicenda è sotto esame delle autorità giudiziarie locali, con l’udienza prevista per il 19 agosto. L’Ambasciata italiana a La Valletta, in collaborazione con la Farnesina, ha seguito il caso, effettuando visite e interventi per garantire il rispetto dei diritti umani.
Detenzione in isolamento e violazioni dei diritti
Flavio, arrestato il 25 maggio scorso, ha trascorso 35 giorni in isolamento presso il carcere minorile Coors, dove è stato costretto a mangiare in piedi e per tre giorni a nutrirsi con le mani, senza posate. Nonostante da un mese non sia più chiuso quasi tutta la giornata in cella, il ragazzo rimane in isolamento, senza contatti con altri detenuti e con un’unica doccia alle 12. La mamma, preoccupata, chiede: «Fino a che punto può affrontare questo tipo di detenzione?». I genitori sostengono che la detenzione violi i principi umanitari e i trattati internazionali a cui Malta è firmatario.
La detenzione è partita legalmente, ma i genitori denunciano che si sono arrivati a condizioni definite «allarmanti». Flavio, infatti, nonostante da un mese non sia più chiuso quasi tutta la giornata in cella, possa vedere la tv in un’altra stanza e trascorrere due ore in una sala con i giochi, rimane pur sempre in isolamento, senza aver contatti con i detenuti, con «un’unica doccia alle 12, quando gli altri riposano» e sotto l’occhio vigile delle telecamere «in una cella da 41bis». Le condizioni di detenzione sono state giudicate illegali e violano i principi umanitari.
Intervento diplomatico e condizioni di salute
L’Ambasciata italiana a La Valletta, in collaborazione con la Farnesina, ha effettuato una visita al ragazzo il 26 giugno e prevede un’altra nel carcere minorile. I genitori hanno partecipato a un incontro in videochiamata con il Ministero degli Esteri e gli avvocati, durante il quale hanno espresso preoccupazioni per le condizioni di salute del figlio. Il padre racconta che Flavio, durante la detenzione in una divisione per adulti, ha subìto un forte stress e si è autolesionato. La famiglia, residente da cinque anni a Malta, sostiene che la detenzione sia illegale e violi i diritti umani.
La vicenda è in corso di esame da parte delle autorità giudiziarie maltesi, con l’udienza prevista per il 19 agosto. I genitori, pur avendo seguito tutte le procedure legali, denunciano che non è cambiato nulla e che le condizioni di detenzione continuano a essere problematiche. La famiglia, che vive a Malta da tempo, chiede un intervento per garantire il rispetto dei diritti del ragazzo e per evitare ulteriori violazioni.
Flavio, infatti, nonostante da un mese non sia più chiuso quasi tutta la giornata in cella, rimane in isolamento, senza aver contatti con i detenuti e con un’unica doccia alle 12. La detenzione continua a violare i diritti umani e i trattati internazionali a cui Malta è firmatario. I genitori, con la collaborazione dell’Ambasciata e della Farnesina, continuano a seguire il caso, sperando in un miglioramento delle condizioni del figlio.
