Studenti minorenni coinvolti in aggressione a Milano accedono a giustizia riparativa
Tre minorenni coinvolti nell’aggressione a Davide Cavallo a Milano accedono a giustizia riparativa.

Il 12 ottobre scorso, in corso Como a Milano, un gruppo di giovani ha aggredito e accoltellato Davide Cavallo, studente dell’Università Bocconi, causandogli lesioni permanenti. L’episodio, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, ha suscitato indignazione e preoccupazione. Tra i responsabili, tre minorenni hanno ottenuto l’accesso al procedimento di giustizia riparativa, un percorso alternativo al processo penale che mira a favorire la riflessione e la responsabilizzazione. L’udienza del 9 luglio, davanti al gup minorile, ha segnato un primo passo verso un approccio più umano e formativo.
Un percorso di riflessione e responsabilità
I tre minorenni, coinvolti nell’aggressione, hanno espresso sentimenti di colpa e sensi di responsabilità. Uno di loro, ancora in carcere, ha raccontato di non dormire, non mangiare e di sentirsi “fare schifo” a causa dei propri comportamenti. Altri hanno ammesso di aver “dato due calci” alla vittima e di non aver fermato l’amico che infieriva. “Ho provato a mettermi nei panni di Davide” ha detto uno, aggiungendo di aver compreso “tanta responsabilità quella sera”. L’obiettivo del programma di giustizia riparativa è farli riflettere sulla gravità dell’atto commesso, andando oltre il semplice “mi dispiace” e portandoli a una consapevolezza più profonda.
Un’esperienza di crescita e di pentimento
La giustizia riparativa, come spiegato dal giudice, mira a “vai un po’ più in là rispetto al mero ‘mi dispiace, sono tanto pentito'”. I giovani, pur mantenendo un atteggiamento “sulla difensiva” durante l’interrogatorio, hanno mostrato un certo impegno nel processo. Uno ha riconosciuto di aver “sbagliato a dargli due calci” e di aver “penso che la mia colpa maggiore sia stata non aiutarlo”. Un altro ha raccontato di sentirsi “male” in carcere, con “sensi di colpa continui”. L’obiettivo è farli comprendere che le loro azioni hanno avuto conseguenze gravi, non solo per la vittima, ma anche per se stessi.
Il programma vero e proprio inizierà a settembre, con l’obiettivo di portarli a una “presa di coscienza” che possa influenzare il loro futuro. Il ragazzo che ha chiesto tempo per proseguire il lavoro di riflessione ha descritto Davide come “molto forte”, in grado di “vedere la cosa positiva anche in quella negativa”. Questa testimonianza potrebbe rappresentare un passo importante per il loro percorso di crescita e responsabilità.
La giustizia riparativa, sebbene non sostituisca il processo penale, offre un’alternativa che cerca di integrare la punizione con la formazione. I tre minorenni, coinvolti in un episodio grave, hanno l’opportunità di riflettere e di dimostrare di aver capito l’impatto delle loro azioni. Il loro percorso, sebbene inizialmente ostico, potrebbe rappresentare un esempio di come la responsabilità e la consapevolezza possano accompagnare il cammino di chi ha commesso un errore. La loro storia, pur drammatica, potrebbe diventare un’esperienza di crescita, seppur lenta e difficile.
