Sud in fuga: 45mila giovani laureati abbandonano il Mezzogiorno nel 2025 a favore del Nord
Sud in fuga: 45mila giovani laureati abbandonano il Mezzogiorno nel 2025 a favore del Nord

Il Sud italiano continua a registrare un netto calo di giovani laureati, con un totale di 45mila residenti persi nel 2025 a favore del Nord. L’ISTAT ha reso noto che, tra il 2019 e il 2025, il Mezzogiorno ha perso circa 150mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni, con un flusso di circa 122mila che si sono trasferiti nelle regioni del Centro-Nord, mentre altri 28mila hanno lasciato il Paese. Questo fenomeno rappresenta un elemento strutturale della mobilità interna italiana, con un impatto particolarmente significativo sulla popolazione più giovane e istruita.
Il Nord si conferma area di attrazione
Il Nord continua a essere l’area più attrattiva del Paese, con un saldo migratorio positivo che si riflette in un aumento del numero di residenti. L’Emilia-Romagna, in particolare, registra il maggiore saldo migratorio interno (+2,1 per mille), seguita da altre regioni del Centro-Nord. Tra le province, Pavia si distingue con un tasso di +5,3 per mille, mentre la Basilicata e la Calabria registrano i valori più negativi, con -5,5 e -3,8 per mille rispettivamente. La Calabria, inoltre, mostra il più alto tasso di emigrazione verso il Centro-Nord, con quasi otto residenti ogni mille che lasciano la regione.
La mobilità si concentra su distanze brevi
La mobilità residenziale si sviluppa prevalentemente su distanze ridotte, con il 60% dei cambi di residenza che avviene tra comuni della stessa provincia. Il 16% riguarda trasferimenti tra province della stessa regione, mentre circa un quarto coinvolge spostamenti interregionali. All’interno di questi ultimi, oltre un terzo riguarda i flussi dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord, una quota rimasta sostanzialmente stabile anche nel 2025. Questo fenomeno si inserisce in una dinamica più ampia, che vede il Nord assorbire buona parte dei giovani qualificati provenienti dal Sud.
La Lombardia è la principale destinazione dei trasferimenti, con quasi tre su dieci dei movimenti registrati. Emilia-Romagna e Lazio seguono tra le regioni più frequenti, mentre Campania, Sicilia e Puglia rappresentano oltre il 70% delle regioni di origine dei movimenti diretti verso il Centro-Nord. Questo quadro evidenzia un’emorragia di capitale umano nel Sud, con un impatto particolarmente forte sulla fascia più giovane e istruita della popolazione. Il saldo migratorio interno rimane negativo per circa 45mila residenti, confermando uno squilibrio che da anni caratterizza la mobilità interna italiana. Questo dato, sebbene non rappresenti un fenomeno nuovo, si presenta in una forma più incisiva, con un focus specifico sul trasferimento di giovani laureati dal Mezzogiorno verso il Nord, che l’ISTAT considera un elemento strutturale della redistribuzione della popolazione qualificata nel Paese.
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