Bindi: Renzi e Franceschini spingono per le primarie? Uno è un satellite, l’altro non è il leader giusto per il centrosinistra

Bindi critica la spinta di Renzi e Franceschini per le primarie del centrosinistra, sottolineando la mancanza di responsabilità.

Bindi critica la spinta di Renzi e Franceschini per le primarie, sottolineando la mancanza di responsabilità
Bindi critica la spinta di Renzi e Franceschini per le primarie, sottolineando la mancanza di responsabilità

Rosy Bindi, ex ministra e attuale presidente della Commissione Antimafia, ha espresso preoccupazione per la spinta di Matteo Renzi e Dario Franceschini a favore delle primarie del centrosinistra. Su La7, durante un’intervista a In onda, Bindi ha sottolineato come entrambi non sembrino assumersi la responsabilità di decidere chi dovrà guidare il partito, ma si limitino a indicare altre figure. “Uno è un satellite, l’altro è l’ultimo a cui affiderei la scelta del leader del centrosinistra”, ha detto, mettendo in luce una mancanza di leadership e di capacità di prendere decisioni. Bindi ha anche avvertito che le primarie rischiano di diventare “una bella mascherata” per scaricare responsabilità che le classi dirigenti dovrebbero invece assumersi.

Un contesto caldo e una politica estera cruciale

Bindi ha sottolineato che il contesto politico è caldo, con tensioni soprattutto sulla politica estera. Ieri, Giuseppe Conte ha annunciato che dopo il pranzo con Elly Schlein a Roma, organizzato a seguito delle tensioni su questo tema, le primarie si faranno. Bindi ha concordato con il presidente del M5s, ricordando che i segretari dei partiti iniziavano sempre le loro relazioni dalla politica estera. “Ora non si può prescindere perché diventa il criterio di lettura e dentro questo ci sono l’Europa e i fenomeni migratori”, ha sottolineato. Bindi ha anche sottolineato che il contesto richiede un approccio più ampio e responsabile.

Bindi ha espresso preoccupazione per la mancanza di responsabilità da parte di Renzi e Franceschini. “Ciascuno di loro ha in testa qualcuno e non si prende la responsabilità di decidere”, ha detto. Ha anche ricordato che non ha votato alcune leggi del Jobs Act, perché non le condivideva, e la Corte Costituzionale ha dato ragione su molti punti. “Ci sono alcuni nodi ancora che vanno affrontati ed è così anche che si fa l’unità di un partito oltre che di una coalizione”, ha concluso. Bindi ha sottolineato l’importanza di un programma completo, che vada oltre la sanità e includa il welfare nel suo complesso.

Un’apertura a nuove competenze e idee

Bindi ha sottolineato l’importanza di coinvolgere competenze esterne e internazionali per elaborare idee nuove. “Sto parlando di un mondo anche intellettuale che potrebbe elaborare idee nuove”, ha detto. Ha anche ricordato che non si può prescindere dalla politica estera, che è diventata un criterio di lettura cruciale. “Poi certo figuriamoci se io non sono d’accordo che il centrosinistra si presenti su un programma sulla sanità ma direi welfare nel suo complesso”, ha sottolineato. Bindi ha anche avvertito che le primarie rischiano di diventare una mascherata per scaricare responsabilità.

Le primarie non devono essere un modo per evitare la responsabilità.
Un programma completo e un’apertura a nuove competenze sono necessari.

Bindi ha espresso una critica netta verso la mancanza di responsabilità da parte di Renzi e Franceschini. “Lei ha parlato di allineamento di pianeti: veramente qualcuno è un satellite”, ha detto, facendo riferimento a una critica sarcastica al leader di Italia Viva. Bindi ha anche sottolineato che non si può prescindere dalla politica estera, che è diventata un criterio di lettura cruciale. “Ora non si può prescindere perché diventa il criterio di lettura e dentro questo ci sono l’Europa e i fenomeni migratori”, ha sottolineato. Bindi ha concluso con una critica alle leggi del Jobs Act, sottolineando che non le ha votate e che la Corte Costituzionale ha dato ragione su molti punti.