Giuseppe Conte ascoltato dalla Commissione d’inchiesta sul Covid per difendere le scelte del governo

Giuseppe Conte ascoltato dalla Commissione d’inchiesta sul Covid per difendere le scelte del governo

Giuseppe Conte ascoltato durante un'audizione alla Commissione d’inchiesta sul Covid a Roma
Giuseppe Conte ascoltato durante un’audizione alla Commissione d’inchiesta sul Covid a Roma

Giovedì 6 agosto 2026, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, è stato ascoltato dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sul Covid, un’indagine istituita nel 2024 per valutare l’efficacia delle misure adottate durante la pandemia. L’audizione era molto attesa, soprattutto dopo le polemiche sulle modalità di gestione dei lavori della Commissione. Conte, ex presidente del Consiglio, ha difeso le scelte del suo governo, tra cui l’istituzione delle zone rosse e l’obbligo vaccinale, accusando i partiti di maggioranza di voler attaccare chiunque abbia avuto un ruolo nella gestione dell’emergenza.

Conte difende le scelte del governo e contesta la direzione della Commissione

Conte ha esordito dicendo che la Commissione era stata concepita come «plotone d’esecuzione» nei suoi confronti, e ha sottolineato come le sue decisioni fossero state prese in un contesto di emergenza senza precedenti. Ha anche accusato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni di essere la «regista» delle contestazioni della sua gestione. Meloni ha replicato in serata con un post sui suoi profili social, negando ogni attacco politico e sottolineando che ricostruire le scelte prese all’epoca non equivale a un «processo a una persona».

Conte ha inoltre contestato le accuse di essere filorusso per aver accettato l’aiuto della Russia nelle prime settimane della pandemia e per l’applicazione del piano pandemico nazionale del 2006. Ha anche sottolineato che, per la mancata istituzione della «zona rossa» nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro a marzo 2020, era stato indagato insieme all’ex ministro della Salute Roberto Speranza, ma l’indagine era poi archiviata.

La Commissione d’inchiesta e i suoi obiettivi

La Commissione d’inchiesta, composta da 15 senatori e 15 deputati, ha il compito di indagare su come vennero gestiti gli anni più gravi dell’emergenza pandemica. Tra i temi trattati ci sono l’approvvigionamento di mascherine, il piano pandemico e i criteri per l’istituzione delle zone rosse. L’audizione di Conte è avvenuta dopo decine di sedute e diversi rinvii, che hanno suscitato polemiche. Il leader del Movimento 5 Stelle ha sottolineato come fosse stato convocato solo dopo un lungo periodo di attesa, e ha accusato la destra di non averlo convocato intenzionalmente.

La Commissione ha anche sentito personaggi diversi tra loro, come il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi e il medico Eugenio Serravalle, scettico sui vaccini. Ylenia Zambito, senatrice del Partito Democratico, ha sottolineato che il lavoro della Commissione è stato impostato per attaccare chiunque abbia avuto un ruolo nella gestione della pandemia, piuttosto che capire davvero cosa non abbia funzionato. Conte ha sostenuto che la transazione da 100 milioni di euro accordata a JC Electronics sarebbe uno spreco di soldi pubblici. Ha anche consegnato alla procura una lettera anonima che contiene un verbale del 2022 dimostrante la non conformità delle mascherine. La vicenda JC Electronics è diventata un tema di polemica tra i partiti di maggioranza e il Movimento 5 Stelle, con il titolare dell’azienda, Dario Bianchi, che ha criticato l’operato del governo Conte.

La Commissione d’inchiesta dovrà pubblicare una relazione alla fine della legislatura, in cui saranno riassunti i lavori svolti e le ricerche fatte. L’audizione di Conte ha rappresentato un momento chiave per la Commissione, con il leader del Movimento 5 Stelle che ha usato l’occasione per difendere le scelte del suo governo e contestare la direzione dell’indagine. La situazione rimane complessa, con polemiche e accuse che continuano a circolare tra i partiti e i media.