Investimento di Nvidia in SpaceX: da 21 a 17 miliardi in pochi mesi
Nvidia riduce il valore della sua partecipazione in SpaceX da 21 a 17 miliardi di dollari dopo l’IPO, grazie a un accordo esclusivo per l’hardware AI.

Nvidia ha ridotto il valore della sua partecipazione in SpaceX da circa 21 a 17 miliardi di dollari in pochi mesi, a causa del calo del titolo dopo l’IPO. L’azienda possiede quasi 123 milioni di azioni della società di Elon Musk, che alla fine di giugno valevano circa 21 miliardi, ma il crollo del prezzo delle azioni ha ridotto il valore della quota a circa 17 miliardi. La partecipazione di Nvidia in SpaceX non nasce da un investimento diretto, ma da un percorso complesso che inizia dall’investimento in xAI, acquisito poi da SpaceX. L’azienda ha ottenuto le azioni tramite un investimento in xAI completato a gennaio, poco prima che SpaceX acquisisse il laboratorio di intelligenza artificiale.
Un accordo esclusivo per l’infrastruttura AI
La partnership tra Nvidia e SpaceX va oltre l’investimento azionario: definisce chi controllerà l’infrastruttura di calcolo per l’AI del futuro. Durante la call sugli utili pubblici di SpaceX, Musk ha confermato che l’azienda utilizzerà in modo esclusivo i chip Nvidia per i propri data center e per alimentare i modelli AI più avanzati. “Abbiamo deciso di costruire esclusivamente su Nvidia perché pensiamo che la sua architettura Vera Rubin sia la migliore”, ha dichiarato Musk, aggiungendo di considerarla “il miglior computer per l’intelligenza artificiale” e di apprezzare la “stretta cooperazione” con l’azienda di Huang su più livelli.
Un modello finanziario circolare
Nvidia ha investito oltre 100 miliardi di dollari in società di intelligenza artificiale negli ultimi due anni, con investimenti rilevanti in startup di cloud computing come CoreWeave e in laboratori AI come Thinking Machines e Safe Superintelligence. Questa settimana l’azienda ha rivelato piani per costituire un consorzio di investitori da oltre 500 miliardi di dollari, con la partecipazione di nomi come Apollo Global, Blackstone, BlackRock, Brookfield Asset Management, Goldman Sachs e KKR. L’obiettivo è finanziare i clienti di Nvidia attraverso prestiti parzialmente garantiti dal valore dei suoi stessi chip, un meccanismo che lega ancora più strettamente il destino finanziario di Nvidia a quello dei suoi acquirenti.
Un modello che moltiplica i ricavi ma espone Nvidia a rischi concentrati se il mercato dell’AI dovesse rallentare. La crescita futura di SpaceX e il ruolo di Google tra gli azionisti sono al centro di una strategia che punta a espandere in modo drastico la propria capacità computazionale nei prossimi anni. Musk ha dichiarato agli investitori che l’azienda intende passare dagli attuali 2 gigawatt, previsti entro fine anno, a una cifra “più vicina ai 10GW che ai 5GW” entro la fine del 2027. Un salto che richiederà volumi enormi di chip Nvidia e conferma quanto la partnership tra le due aziende sia destinata a intensificarsi.
Il quadro complessivo racconta una valutazione SpaceX IPO ancora estremamente volatile ma capace di generare ritorni straordinari per chi è entrato prima della quotazione. Per Nvidia, però, la vera partita non si gioca sul valore delle azioni in portafoglio, quanto sulla capacità di trasformare ogni cliente strategico in un partner finanziario, consolidando così un controllo sempre più ampio sull’infrastruttura globale dell’intelligenza artificiale.
