L’assistenza tecnica in agricoltura: un modello per il futuro

L’assistenza tecnica in agricoltura ha trasformato la Sicilia, ma oggi rischia di essere dimenticata. Un modello di formazione e innovazione.

Tecnici agricoli in campagna, aziende agricole, formazione e innovazione
Tecnici agricoli in campagna, aziende agricole, formazione e innovazione

La Sicilia ha visto nascere un modello unico di assistenza tecnica in agricoltura, un sistema che ha formato generazioni di agricoltori, promosso innovazioni e valorizzato le produzioni locali. Il servizio, istituito con la Legge Regionale 73/77 nel 1977, ha rappresentato un presidio professionale nelle campagne, un punto di riferimento per gli agricoltori e un motore di sviluppo per l’intero settore primario. Oggi, dopo decenni di attività, il sistema si trova a un bivio: è necessario riconoscere il valore del passato e rielaborarlo per costruire un futuro sostenibile e innovativo.

Un modello di accompagnamento all’agricoltura

La Legge Regionale 73/77 ha introdotto una rete di tecnici, chiamati “divulgatori agricoli”, che hanno accompagnato gli agricoltori nel loro lavoro, trasferendo conoscenze, innovazioni e pratiche moderne. Questi tecnici non erano semplici funzionari, ma figure vicine al territorio, che visitavano le aziende, osservavano le colture, suggerivano soluzioni e promuovevano la collaborazione tra agricoltori, ricerca e imprese. La loro presenza ha reso l’agricoltura un settore in crescita, non solo per la produzione, ma anche per la formazione, l’innovazione e la promozione del territorio.

La legge anticipò di due anni il Regolamento CEE 270/79, che aveva l’obiettivo di modernizzare i servizi di assistenza tecnica in agricoltura in tutta l’Unione Europea. La Sicilia, con il suo sistema di assistenza tecnica, si distingueva per la sua capacità di integrare la ricerca, la formazione e l’innovazione. Grazie ai fondi regionali e comunitari, furono assunti 600 tecnici, che hanno contribuito a creare una rete capillare di supporto per le aziende agricole. Questi professionisti hanno reso possibile la valorizzazione di numerose produzioni locali, tradizionali e innovative, che altrimenti avrebbero rischiato di rimanere confinate nell’economia familiare.

Un’esperienza di formazione e di emancipazione

La figura del tecnico agricolo ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione degli agricoltori, non solo tecnica, ma anche manageriale. I corsi di formazione hanno permesso agli agricoltori di migliorare le loro competenze, di accedere a finanziamenti e di adottare nuove tecnologie. La presenza dei tecnici ha reso l’agricoltura un settore in grado di rispondere ai cambiamenti del mercato e delle condizioni climatiche.

Non solo gli agricoltori hanno beneficiato di questa esperienza, ma anche i consumatori e le scuole. Le attività di educazione alimentare hanno avvicinato i bambini e i ragazzi alla conoscenza dell’agricoltura, dei prodotti locali e della cultura rurale. I corsi di formazione, le degustazioni e le visite in campo hanno creato una connessione tra agricoltura e società, contribuendo a una maggiore consapevolezza del valore delle produzioni locali. La figura del tecnico è stata un ponte tra il mondo rurale e la società civile, un elemento chiave per la crescita del territorio.

Oggi, con l’agricoltura intelligente, la digitalizzazione e la sostenibilità, il sistema di assistenza tecnica deve essere riconcepito. Non si tratta di tornare al passato, ma di costruire un nuovo modello che integri la ricerca, le imprese, le università e i territori. Un sistema che permetta di trasferire l’innovazione in modo concreto e sostenibile, senza affidare l’agricoltura a figure non preparate. La Sicilia ha bisogno di una nuova rete di servizi per l’agricoltura, capace di portare conoscenza nei territori e di trasformare la ricerca in applicazione concreta. Un modello che permetta di valorizzare le produzioni locali, promuovere il turismo rurale e sostenere le filiere corte. La vera sfida non è tornare indietro, ma riconoscere che senza una presenza professionale capillare, l’agricoltura rischia di essere lasciata sola nel momento in cui ha più bisogno di supporto.