Una donna dell’impero cinese aveva il naso amputato
Scoperta in Cina una donna con il naso tagliato, rivelando una punizione antica.
Una donna che visse circa 700 anni fa in Cina ha lasciato un’impronta unica nella storia: il suo naso era stato tagliato, probabilmente come punizione per un reato. I resti di una donna, trovati in un cimitero in provincia del Henan, mostrano una ferita al naso con bordi cicatrizzati, indicando che l’amputazione fu effettuata durante la vita. Questo potrebbe essere il primo e unico esempio fisico di una punizione descritta nei testi storici cinesi.
Un’impronta di violenza e sofferenza
La scoperta è stata fatta da archeologi che hanno esaminato i resti di una donna, sepolta in posizione supina. Un archeologo, Yawei Zhou, ha notato un’apertura stranamente ampia al naso, con osso mancante e bordi cicatrizzati, suggerendo che la donna aveva subito un’amputazione. La ricerca è stata condotta da Fei Yan e i colleghi del Sanmenxia Institute of Cultural Relics and Archaeology, che hanno depositato i resti presso l’Università di Zhengzhou. La donna aveva una dieta tipica di un comune e potrebbe aver indossato una protesi nasale per coprire la cicatrice. L’analisi isotopica ha rivelato che mangiava principalmente miglio e poco proteine animali, indicando un basso status socioeconomico. La sua dieta era normale per un comune, e potrebbe aver indossato una protesi nasale per ripristinare la sua immagine sociale.
Un’eco del passato e una testimonianza sociale
La datazione al radiocarbonio del femore destro ha posto la sua morte tra il 1298 e il 1404, durante il tardo Yuan e il primo Ming. La punizione del taglio del naso era descritta nei testi legali cinesi come una delle “cinque punizioni”, insieme alla decapitazione, all’amputazione, alla castrazione e alla tatuazione facciale. L’uso di questa pena era limitato al furto di bestiame di alto valore o a reati ripetuti con animali di minor valore.
La sua sopravvivenza suggerisce un’assistenza medica adeguata e un controllo del sangramento. I ricercatori hanno notato che la donna aveva subìto un’amputazione completa del naso, con rimozione di osso e tessuti, e che i bordi cicatrizzati indicavano una lenta guarigione. La sua sopravvivenza per anni dopo l’intervento suggerisce che i caregivers avevano controllato il sangramento, prevenuto le infezioni e gestito il dolore. La donna potrebbe essere stata sepolta in posizione supina per nascondere la sua disfigurazione, isolandola dalla famiglia o dalla comunità. La sua storia offre una visione rara del trattamento dei criminali nell’antica Cina, mostrando come fossero visti e gestiti. La scoperta non solo conferma una punizione descritta nei testi, ma offre un’idea del modo in cui l’antica Cina trattava i criminali.
- La donna visse tra il 1298 e il 1404.
- La sua dieta era tipica di un comune.
- Le cicatrici suggeriscono un’assistenza medica.
La ricerca, pubblicata su Journal of Archaeological Science: Reports, rappresenta un passo avanti nella comprensione delle pratiche punitive del passato e delle loro conseguenze sociali.
