Veronica Panarello, la perizia psichiatrica: “Fragile e manipolatrice”

Perizia psichiatrica su Veronica Panarello: fragile e manipolatrice, condannata a 30 anni per omicidio figlio.

Veronica Panarello, la perizia psichiatrica:
Veronica Panarello, la perizia psichiatrica: “Fragile e manipolatrice”

Veronica Panarello, condannata in primo grado a 30 anni per l’omicidio del figlio Loris Stival, è stata descritta in una perizia psichiatrica come “fragile e manipolatrice”. La relazione, depositata lo scorso giugno dai periti incaricati dal Gup di Ragusa Andrea Reale, analizza lo stato mentale della donna e le sue reazioni durante i colloqui. La perizia, che si estende su 110 pagine, ricostruisce minuziosamente la vita della donna e del figlio, partendo dalle testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine e dai verbali delle indagini. I periti, nonostante le accuse, escludono disturbi mentali rilevanti e affermano che Veronica è capace di intendere e di volere.

Lo stato mentale di Veronica Panarello

Durante i colloqui, Veronica è stata descritta come attenta e collaborativa, con buona memoria a breve e lungo termine. I periti hanno osservato che la sua attenzione non subisce momenti di cedimento, e che è in grado di “rivisitare criticamente gli avvenimenti prima, durante e dopo l’evento omicidiario”. Nonostante la sua disperazione, la donna ha corretto i termini usati dai periti, preferendo “vulnerabile” a “non cedevole”. Inoltre, ha riferito di aver ceduto alla relazione con Andrea Stival, sentendosi incompresa dal marito e compresa dal suocero. I periti hanno definito il comportamento della donna come “fuori luogo rispetto al contesto”, soprattutto quando ha attirato l’attenzione sulle scarpe dei consulenti.

Veronica è stata giudicata capace di partecipare al processo e di argomentare le accuse che le sono state mosse. I periti hanno anche sottolineato che la donna non mostra tendenze alla falsificazione psicotica e che è in grado di comprendere oggetto e contenuto delle imputazioni. Tuttavia, la perizia ha evidenziato una personalità “fragile e immatura”, con una “tendenza a manipolare la realtà attraverso meccanismi consci istrionici e onnipotenti”.

Il quadro familiare e il comportamento del bambino

Le testimonianze raccolte durante la perizia descrivono Loris Stival come un bambino vivace, introverso ma socievole, sempre sereno e educato. Secondo le dichiarazioni delle insegnanti e dei conoscenti, il ragazzo non si sarebbe mai allontanato da sconosciuti. La sua scomparsa, avvenuta il 29 novembre, ha segnato un momento drammatico per la famiglia. Il bambino è stato ucciso in un luogo diverso da quello in cui è stato trovato, senza opporsi alla violenza né mostrare segni di difesa.

Veronica, a distanza di mesi dal delitto, ha iniziato a contestare i verbali, tirando in ballo persone esterne alla famiglia e insinuando il coinvolgimento di chi era vicino a lei. Ha anche scritto al presidente Mattarella, chiedendogli di intervenire perché “è più facile incolpare il più debole piuttosto che cercare il colpevole”. La perizia riporta l’ultima versione della donna, in cui accusa il suocero di averle ucciso il figlio, dipingendosi come complice debole per paura.

La perizia ha concluso che non esistono patologie o vizi mentali rilevanti. I periti hanno affermato che Veronica è capace di intendere e di volere, e non avrebbe sofferto di scompensi psicotici il giorno del delitto. Tuttavia, la sua personalità è stata descritta come “fragile e immatura”, con una tendenza a manipolare la realtà attraverso meccanismi consci istrionici e onnipotenti.