Stefano Cucchi non doveva morire. Famiglia querela medici per omissioni
Famiglia Cucchi querela medici per omissioni nella morte del giovane detenuto

La famiglia di Stefano Cucchi, giovane romano morto in carcere per cause non ancora chiarite, ha annunciato di aver avviato una querela nei confronti dei medici dell’ospedale Pertini che hanno curato il ragazzo. La sorella, Ilaria Cucchi, ha espresso il diritto dei familiari a conoscere i dettagli della vicenda, che dovrebbero portare a individuare i responsabili, anche per omissioni, della morte del detenuto. Il caso ha suscitato grande attenzione in Aula, dove il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha ripercorso le tappe della vicenda, dalla detenzione al decesso avvenuto una settimana dopo.
Colloqui vietati senza autorizzazione
Secondo il ministro, i familiari di Stefano Cucchi si sono presentati due volte al reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini, ma non sono stati autorizzati a incontrare il detenuto. La legge prevede che i colloqui con i parenti richiedano un permesso preventivo, che in questo caso non è stato rilasciato. La sorella di Stefano ha però sostenuto che i familiari erano presenti quotidianamente, contraddicendo le informazioni fornite dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. L’accesso alle informazioni mediche è stato bloccato anche per i genitori, che hanno chiesto di parlare con i sanitari, ma hanno ricevuto un diniego.
Il ministro ha spiegato che, in base all’accordo con l’Asl di Roma, nessuna informazione può essere data ai familiari senza autorizzazione formale da parte della magistratura. Tuttavia, Stefano Cucchi aveva espresso per iscritto la volontà di non autorizzare i sanitari a rilasciare notizie ai propri familiari. La sorella ha però chiesto di verificare la firma del fratello sul documento, sollevando dubbi sull’autenticità delle informazioni fornite. Le dichiarazioni dell’ospedale Pertini vengono considerate poco credibili dall’avvocato di Stefano, Fabio Anselmo, che ha sottolineato la necessità di una completa verità.
Querela per omissioni e mancanza di trasparenza
La famiglia Cucchi ha deciso di procedere con una querela nei confronti dell’istituto sanitario, chiedendo di chiarire i dettagli della vicenda e di individuare i responsabili. La famiglia sostiene che i medici non hanno fornito informazioni sufficienti e che ci sono state omissioni che hanno contribuito al decesso del ragazzo. Il governo, attraverso il ministro Alfano, ha espresso l’intenzione di fare di tutto per scoprire la verità, sottolineando che “Stefano Cucchi non doveva morire”. Tre filoni d’indagine sono in corso, ma l’obiettivo è unico: chiarire i fatti e garantire giustizia.
La sorella di Stefano ha ribadito che i familiari erano presenti quotidianamente, contraddicendo le informazioni fornite dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. La mancanza di trasparenza e la limitata accessibilità alle informazioni mediche sono state criticate da chi ha seguito la vicenda. La famiglia Cucchi ha espresso il desiderio di conoscere i dettagli della vicenda e di ottenere risposte concrete. Il caso Cucchi rimane un tema di forte dibattito, con la richiesta di maggiore chiarezza e responsabilità da parte di tutti gli operatori coinvolti.
