Italiani in casa con i genitori fino a 30 anni: il lavoro e i prezzi delle case spiegano il fenomeno

Dati Eurostat: in Italia i giovani lasciano casa a 30 anni, più di altri Paesi europei. Lavoro e costi abitativi influenzano la decisione.

Secondo i dati Eurostat, in Italia i giovani lasciano la casa dei genitori in media a 30 anni, un’età tra le più alte nell’Unione Europea. Il fenomeno è legato a fattori come il costo delle abitazioni, la difficoltà di accesso al mercato del lavoro e il sostegno economico della famiglia. Peggio di noi si posizionano solo Croazia, Grecia e Slovacchia, dove l’età media di uscita dalla casa di famiglia è ancora più elevata.

Le differenze tra Nord e Sud Europa

Il divario tra Nord e Sud Europa è significativo: in Finlandia i giovani lasciano casa a 21 anni, in Danimarca a 22, mentre in Estonia e Svezia a circa 23 anni. In Francia l’età media si attesta intorno ai 23,8 anni, in Germania a 24,1 anni. In Italia, invece, il dato è di 30,2 anni, un valore che mette in luce una tradizione di dipendenza familiare, ma anche una realtà economica complessa.

La mancanza di lavoro e l’aumento dei prezzi spiegano il ritardo.

Il tasso di occupazione giovanile in Italia è al 47,6%, ben sotto la media europea del 65,5%. In Paesi come Olanda, Malta o Germania, invece, il tasso di occupazione giovanile arriva al 84%, un dato che facilita l’indipendenza economica e, di conseguenza, l’uscita dalla casa dei genitori. Inoltre, il costo delle abitazioni e degli affitti rende difficile per i giovani acquistare una casa, spingendoli a rimanere a casa dei genitori per molto tempo.

Il ruolo della famiglia e la scelta della proprietà

Nel contesto di un mercato del lavoro ostico e un costo della casa elevato, il sostegno economico della famiglia diventa un fattore chiave per la transizione all’indipendenza. In Paesi come Spagna, Croazia, Grecia e Italia, la maggior parte dei giovani vive in casa di proprietà, con un sostegno economico da parte dei genitori. Secondo i dati, il 74% dei giovani della Generazione Z ha ricevuto aiuto familiare, un dato in crescita tra le generazioni più giovani.

La famiglia è un sostegno cruciale per i giovani nell’acquisto della casa.

La propensione alla proprietà dell’abitazione, piuttosto che all’affitto, è più elevata nei Paesi in cui i giovani rimangono a casa dei genitori per un periodo più lungo. In Italia, il sostegno economico dei genitori sembra assumere un ruolo crescente, soprattutto tra i giovani più giovani, che si avvicinano sempre di più al concetto di casa come patrimonio familiare.

  • Generazione Z: 74% riceve aiuto familiare
  • Tasso di occupazione giovanile in Italia: 47,6%
  • Costo delle abitazioni e affitti: fattore chiave per il ritardo nell’uscita dalla casa dei genitori

Questi dati mettono in luce una realtà complessa, in cui il ritardo nell’uscita dalla casa dei genitori non è solo un fenomeno culturale, ma anche una conseguenza di condizioni economiche e sociali difficili. In Italia, il sostegno della famiglia diventa un’alternativa al mercato del lavoro, ma anche un elemento che contribuisce a mantenere un modello di convivenza familiare tradizionale.