Presidenti dei Consigli d’Istituto: “Tre progetti non condivisi in tre anni, sospendete tutto e confrontiamoci”

Presidenti scuole Como chiedono sospensione del piano di riorganizzazione e confronto con Comune e istituzioni.

Il Comune di Como ha ricevuto una lettera firmata dai presidenti dei Consigli d’Istituto delle scuole cittadine, che esprime preoccupazione per il piano di riorganizzazione delle scuole presentato dal primo cittadino. I rappresentanti delle comunità scolastiche sostengono che il progetto, che prevede la riduzione degli istituti comprensivi da otto a cinque, non è stato condiviso e non rispetta i principi di trasparenza e partecipazione. La lettera, inviata al sindaco Alessandro Rapinese e all’assessore Nicoletta Poperto, chiede la sospensione della proposta e l’attivazione di un tavolo di lavoro congiunto tra Comune, Provincia, Uffici scolastici, dirigenti e rappresentanti degli organi collegiali.

Valutazione didattica e mancanza di coinvolgimento

La relazione comunale, che ha dato origine al piano, affronta solo aspetti numerici e logistici, ignorando l’impatto sulla continuità didattica, sui percorsi di inclusione, sul personale e sull’identità delle comunità scolastiche. I presidenti dei Consigli d’Istituto lamentano inoltre la mancanza di un coinvolgimento nella fase di progettazione e segnalano l’assenza di impegni certi sugli investimenti necessari per l’adeguamento degli edifici. La lettera sottolinea che il piano non rispetta le indicazioni regionali, che richiedono un sistema di concertazione ampio, trasparente ed efficace con tutti i soggetti interessati.

La riduzione in un unico passaggio di istituti comprensivi da otto a cinque non è sostenibile senza una programmazione pluriennale.

Il documento evidenzia che il piano in esame è il terzo progetto di razionalizzazione presentato in tre anni, e che i precedenti non condivisi hanno già generato un numero rilevante di contenziosi. La sovrapposizione di piani di ridimensionamento, non completamente attuati ma non esplicitamente sostituiti, crea confusione e incertezza sugli effettivi interventi proposti su alcuni plessi. I presidenti sottolineano che un intervento di tale portata richiede una programmazione pluriennale, una transizione graduale e un quadro verificabile degli investimenti e delle risorse destinati alla sua attuazione.

Un’occasione per costruire una rete scolastica sostenibile

La lettera sottolinea che la scuola non è soltanto una struttura amministrativa, ma una comunità educativa fondata su relazioni, continuità, competenze professionali e progettualità costruite nel tempo. I docenti elaborano curricoli, pratiche inclusive e percorsi formativi pluriennali attraverso un lavoro collegiale che richiede stabilità, conoscenza reciproca e appartenenza alla comunità professionale. Una riorganizzazione attuata senza una transizione programmata e il più possibile condivisa rischia di interrompere o indebolire questo patrimonio.

La scuola deve rimanere al centro di ogni decisione, con un focus su bambini, ragazzi e comunità educative.

I presidenti propongono che il percorso di dimensionamento prosegua attraverso l’immediata attivazione di un tavolo di lavoro composto da Comune, Provincia, UST, USR, dirigenti scolastici e rappresentanti degli organi collegiali degli istituti interessati. L’obiettivo è elaborare un progetto complessivo e pluriennale di riorganizzazione nel quale siano esplicitati per ciascuna fase obiettivi, tempi, investimenti, risorse, responsabilità e misure di accompagnamento. Il tavolo dovrebbe verificare gli impatti didattici, organizzativi, amministrativi e sul personale, individuare le progettualità e le esperienze educative da salvaguardare, verificare l’adeguatezza degli edifici e gli investimenti necessari, confrontare possibili scenari alternativi e individuare le operazioni eventualmente realizzabili già dal 2027/2028. Il dimensionamento può rappresentare un’occasione per costruire una rete scolastica più sostenibile e adeguata alle esigenze future della città, a condizione che il cambiamento sia progettato insieme alle comunità scolastiche e che la sua attuazione sia graduale, verificabile e sostenuta dalle risorse necessarie. I presidenti restano disponibili a partecipare agli approfondimenti e ai tavoli di lavoro che le Amministrazioni competenti riterranno di attivare.