La tecnologia potrebbe ridurre l’inflazione e modificare i tassi di interesse

Cathie Wood analizza l’impatto della tecnologia sull’inflazione, sui tassi e sulla crescita economica.

Cathie Wood, fondatrice e chief investment officer di ARK Investment Management, ha scritto agli investitori spiegando come la rivoluzione tecnologica potrebbe modificare profondamente le dinamiche macroeconomiche, in particolare l’inflazione, i tassi di interesse e la crescita economica. Secondo la sua analisi, l’economia americana sta entrando in una fase di “ritorno al futuro”, simile a quella degli anni precedenti alla Grande Depressione, caratterizzata da un aumento della produttività e una riduzione delle pressioni inflazionistiche.

La tecnologia come motore di deflazione

Wood sottolinea come la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, la genomica e la robotica, stia riducendo rapidamente i costi di molte attività, contribuendo a una forma di deflazione che potrebbe sorprendere gli operatori. Secondo le stime di ARK, il costo dell’inferenza necessaria per permettere ai modelli di AI di svolgere compiti complessi è diminuito di oltre il 99% negli ultimi anni. Questo fenomeno, se confermato, potrebbe ridurre i prezzi di molti servizi e prodotti, contribuendo a un’inflazione più bassa.

Un altro fattore chiave è l’effetto del petrolio. L’aumento dei prezzi dell’energia ha contribuito a mantenere alta l’inflazione negli ultimi mesi, ma ARK prevede che la situazione possa invertirsi. La diffusione dei veicoli elettrici e l’automazione dei trasporti potrebbero ridurre significativamente la domanda di greggio, esercitando una pressione deflazionistica sul mercato.

La produttività sta accelerando in modo senza precedenti

Secondo Wood, la tecnologia potrebbe generare un’accelerazione della produttività ancora più forte rispetto a quella prodotta dalla Rivoluzione Industriale. Questo aumento potrebbe portare a un aumento dei tassi di interesse, un fenomeno che ARK ritiene potrebbe essere strutturalmente più elevato rispetto al periodo 1981-2021. Tra l’inizio dell’Ottocento e la Grande Depressione, i tassi a lungo termine si sono mossi in un intervallo mediamente più elevato. La società di investimento ritiene che la crescita della produttività, generata dall’innovazione tecnologica, potrebbe portare a un aumento dei tassi di interesse. Questo scenario, se si verificasse, potrebbe modificare le tradizionali logiche di allocazione del portafoglio, spostando l’attenzione verso asset legati alla crescita e all’innovazione.

Le implicazioni per oro e bitcoin

La prospettiva di ARK ha conseguenze anche per gli asset considerati strumenti di protezione. Wood ritiene che oro e bitcoin possano rappresentare una forma di copertura in caso di fallimenti tecnologici o rischi di controparte. Tuttavia, la società prevede un possibile ridimensionamento dell’oro se il dollaro tornasse a rafforzarsi, grazie a una combinazione di crescita della produttività, politiche favorevoli alle imprese e maggiore rendimento del capitale negli Stati Uniti. La tesi di Wood si basa su una visione ambiziosa: la tecnologia non solo influenzerà le quotazioni azionarie, ma potrebbe modificare le stesse variabili macroeconomiche, come la produttività, l’inflazione e i tassi di interesse. Questo scenario, se si verificasse, potrebbe portare a un nuovo regime macroeconomico, con crescita reale più forte, inflazione più bassa e tassi di interesse più elevati.

Un ritorno a un modello economico diverso