Caro carburante in Lombardia, imprese in difficoltà: 2.620 attività colpite dai rincari
Prezzi dei carburanti in aumento, imprese in difficoltà a Como: 2.620 attività colpite da rincari e limiti di prezzo.
Il caro carburante colpisce duramente le imprese del Comasco, con 2.620 attività nei settori più esposti ai rincari. L’aumento dei prezzi, che ha visto il diesel salire del 35,9% dal febbraio 2026, ha ridotto i margini di guadagno per agenti di commercio, autotrasportatori e tassisti. La Cgia di Mestre ha analizzato la situazione, mettendo in evidenza le difficoltà di chi non riesce a trasferire le spese crescenti ai clienti. La situazione si fa più complessa con l’annuncio di Enilive, che ha introdotto un tetto ai prezzi dei carburanti a partire dal 28 settembre 2026.
Imprese in difficoltà per l’aumento dei costi
Secondo l’analisi della Cgia, il Comasco vede un numero elevato di imprese colpite dai rincari, con un totale di 2.620 attività nei tre comparti principali: agenti di commercio, autotrasporto e servizi di trasloco, taxi e noleggio con conducente. Tra questi, il gruppo più numeroso è rappresentato dagli agenti di commercio, con 1.722 attività. Seguono 646 imprese di autotrasporto e 252 tra taxi e Ncc. La situazione è particolarmente critica per chi opera su strada, dove i costi del carburante rappresentano una spesa fissa e difficile da recuperare.
La Cgia ha segnalato che la riduzione delle accise sul diesel, che era stata di 12,2 centesimi al litro, è scesa a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Questo riduce ulteriormente la capacità delle imprese di recuperare i costi. Inoltre, le agevolazioni disponibili non raggiungono tutte le imprese, aggravando la situazione.
Un appello per maggiore flessibilità economica
La Cgia ha anche sottolineato la necessità di maggiore flessibilità europea sui conti pubblici, come quella concessa dopo l’invasione russa dell’Ucraina. L’associazione ha quantificato gli interventi del governo Meloni in sei mesi e mezzo, pari a 2,6 miliardi di euro, rispetto ai 7,3 miliardi impiegati dal governo Draghi in otto mesi nel 2022. L’appello ai comuni di Como e provincia chiede di non multare immediatamente le imprese in difficoltà, riconoscendo la complessità della situazione.
La situazione del caro carburante continua a pesare sulle imprese, con un impatto significativo sui margini di guadagno. Mentre i prezzi dei carburanti restano elevati, le misure di supporto non sono sufficienti a mitigare i costi crescenti. La Cgia invita a una maggiore attenzione alle esigenze delle imprese, soprattutto in un contesto economico in cui le spese fisse rappresentano un fattore determinante per la sostenibilità aziendale. La misura di Enilive, che introduce un tetto ai prezzi dei carburanti a partire dal 28 settembre, ha una durata iniziale di 30 giorni, con la possibilità di proseguire fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Il tetto è collegato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore e riguarda i carburanti Enilive: non introduce quindi un limite generalizzato ai prezzi di tutti i distributori del Comasco.
