Bar sotto casa in fuga: il calo del 20,8% nel Centro Italia e un impoverimento di 7,2 miliardi in sei anni
Calo del 20,8% dei bar nel Centro Italia e impoverimento di 7,2 miliardi in sei anni.
Il Centro Italia registra il calo più significativo dei bar, con una riduzione di 7.323 esercizi, pari a un calo del 20,8% rispetto al 2019. L’impatto si estende a tutta l’Italia, con un totale di 24mila locali persi e un danno stimato in 7,2 miliardi di euro in sei anni. L’associazione Confesercenti ha evidenziato come la desertificazione commerciale stia trasformando la vita quotidiana delle comunità, riducendo la presenza di spazi di incontro e lavoro. La scomparsa dei bar, spesso considerati simboli della vicinanza e della socialità, ha conseguenze economiche e sociali profonde, con un calo del 14,2% nel settore tra il 2019 e il 2025.
La desertificazione commerciale e il ruolo sociale dei bar
I bar non sono solo luoghi di consumo, ma spazi che svolgono un ruolo sociale cruciale, soprattutto nei quartieri periferici e nei piccoli centri. La loro chiusura riduce l’offerta di servizi per i residenti e indebolisce le economie locali. La scomparsa di questi esercizi ha ripercussioni non solo economiche, ma anche sul tessuto sociale, con una riduzione dei luoghi di incontro e socializzazione. L’associazione stima che il ritiro di bar dal territorio si traduca in un impoverimento di oltre 7,2 miliardi di euro in sei anni, tra minori consumi, riduzione dell’occupazione e calo del gettito fiscale.
Le regioni più colpite e i dati territoriali
La riduzione dei bar interessa tutte le macro-aree del Paese, ma con intensità diverse. Nel Centro Italia si registra la riduzione più forte, con un calo del 20,8%, seguito dal Nord-Est (−16,3%) e dal Nord-Ovest (−16,1%). Il Sud e le Isole registrano una discesa più contenuta, ma comunque significativa, con un calo del 6,7% e del 6,5%, rispettivamente. In nessuna macro-area il saldo è positivo: il numero complessivo di bar si riduce ovunque. Tra le regioni più colpite, spicca la Lombardia, che perde 4.957 bar, seguita dal Lazio (−4.405), dal Veneto (−2.806), dall’Emilia-Romagna (−1.916) e dal Piemonte (−1.915).
La Lombardia, con il tessuto economico più esteso d’Italia, è la regione che perde il maggior numero di bar. Le Marche, invece, registrano la contrazione più forte in termini percentuali, con un calo del 25%. Roma, la capitale, vede scomparire 2.827 bar, oltre il 30% del totale, uno dei cali più elevati a livello nazionale. La chiusura di migliaia di bar ha un impatto profondo sul tessuto commerciale urbano, con ripercussioni tanto per i residenti quanto per l’offerta rivolta ai visitatori.
Per una metropoli come Roma, dove turismo e servizi legati alla ristorazione rappresentano un tassello importante dell’economia locale, una riduzione così marcata di bar segnala una trasformazione profonda del tessuto commerciale urbano. La desertificazione commerciale non riguarda più solo i negozi di vicinato: in Italia sta travolgendo anche i bar, uno dei simboli più riconoscibili della vita quotidiana nelle città e nei paesi.
