Export calzaturiero nelle Marche in calo del 9,9% nel primo semestre: pesano Cina e USA

Export calzaturiero nelle Marche in calo del 9,9% nel primo semestre, pesano Cina e Usa

Le Marche registrano un calo del 9,9% nell’export calzaturiero nel primo semestre del 2026, attestandosi a 540,3 milioni di euro. L’andamento negativo è legato principalmente al calo dei mercati chiave come Cina e USA, che hanno registrato riduzioni del -19,7% e del -8,6%, rispettivamente. Tra le prime destinazioni, la Francia ha registrato un aumento del +4,3%, mentre la Germania ha visto un calo del -3,8%. Il Medio Oriente e la Russia hanno registrato flessioni molto significative, del -33,8% e del -43,5%, rispettivamente.

Un settore in difficoltà ma con segnali di speranza

Nonostante il calo dell’export, il settore calzaturiero italiano dimostra una certa tenuta, soprattutto sul mercato europeo. A livello nazionale, il primo semestre si chiude con un fatturato in flessione del -2,3% e un export in calo del -2,4%, ma il saldo commerciale cresce del +9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro. Questo risultato testimonia la competitività delle imprese e la capacità del Made in Italy di creare valore anche in un contesto economico complesso.

La tenuta del mercato UE e i primi segnali di recupero dei consumi interni sono un elemento positivo per il settore.

Il mercato domestico nazionale mostra un incremento del 2% sia in volume che in valore, con segnali più positivi per le calzature donna, che crescono del +4%, e per le sportive e le sneakers, che registrano un aumento del +1,5%. Queste ultime rappresentano oltre il 42% della spesa complessiva. La domanda interna, sebbene in crescita, rimane comunque influenzata da fattori macroeconomici e da una congiuntura globale segnata da tensioni geopolitiche e aumento dei costi.

Un settore in transizione e in cerca di supporto

Le imprese calzaturiere, in particolare quelle marchigiane, stanno reagendo con determinazione alle sfide del momento. Tuttavia, il settore si confronta con un calo del numero di aziende attive: tra industria e artigianato, si registrano -73 aziende e un saldo negativo di -1356 addetti rispetto a dicembre scorso. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera pelle sono diminuite del -20,5%, attestandosi a 2,4 milioni.

La Presidente di Assocalzaturifici, Giovanna Ceolini, sottolinea l’importanza di misure che rafforzino la competitività e l’occupazione.

“Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025, ma tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e dimostra capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale”, ha commentato Ceolini. “Le nostre imprese stanno reagendo con determinazione a una congiuntura caratterizzata da tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda e aumento dei costi. Oggi più che mai è necessario sostenere le aziende con misure che rafforzino competitività, investimenti e occupazione, affinché il settore possa continuare a rappresentare un’eccellenza del sistema manifatturiero nazionale.”

  • Export regionale: 540,3 milioni di euro (-9,9%)
  • Principali destinazioni: Francia +4,3%, USA -8,6%, Cina -19,7%
  • Saldo commerciale nazionale: +9,6%
  • Domestico: +2%, calzature donna +4%, sneakers +1,5%