Maestra precaria a 67 anni torna in graduatoria: “Restare fuori mi aveva tolto tutto”

Maestra precaria a 67 anni torna in graduatoria dopo decisione del tribunale.

Maestra precaria a 67 anni torna in graduatoria dopo decisione del tribunale
Maestra precaria a 67 anni torna in graduatoria dopo decisione del tribunale

Una maestra di asilo nido, residente a Saltara, ha vinto la battaglia per tornare in graduatoria dopo essere stata esclusa per l’età. La donna, che avrebbe compiuto 67 anni ad agosto, si è accorta di essere stata cancellata dalle graduatorie provinciali per le supplenze il 23 luglio 2026. La decisione del tribunale di Pesaro ha ribaltato la situazione, permettendole di tornare a concorrere per nuovi incarichi. “Restare fuori mi aveva tolto tutto: non potevo lavorare, non avevo la pensione e non potevo ricevere neppure la disoccupazione”, ha detto la docente, che ora aspetta le chiamate.

Una vita di precariato senza una sede stabile

La maestra non ha mai avuto una sede stabile e ha insegnato per 25 anni, ma l’Inps ne riconosce solo circa 18. “Mi mancano questi benedetti due anni”, ha raccontato. Ha sempre seguito lo scorrimento delle graduatorie, spostandosi ogni anno tra le scuole. Negli ultimi sette-otto anni ha lavorato soprattutto a Fossombrone, ma non ha mai potuto contare su un posto fisso. La sua storia è quella di una precaria storica, intrappolata in un sistema che non le ha mai dato la possibilità di stabilizzarsi.

La battaglia legale per il reinserimento

La donna si è rivolta allo studio legale di Pesaro delle avvocate Roberta Motta e Maddalena Malara, che ha presentato una richiesta urgente per farla reinserire. Inizialmente, la decisione era negativa, poiché i dati indicavano solo 14 anni e 5 mesi di contributi. Tuttavia, lo studio ha depositato documentazione integrativa che attestava almeno 17 anni, 6 mesi e 23 giorni di contributi già dall’aprile 2025. Una comunicazione dell’Inps ha inoltre indicato circa 18 anni e un mese di contributi utili, compresi periodi legati alla Naspi, alla maternità e ad altre gestioni.

Il tribunale ha ribaltato la decisione e la rimette in graduatoria. Ha ordinato il reinserimento immediato nelle graduatorie, permettendole di tornare a concorrere per le supplenze necessarie. La pensione non è ancora garantita e il conteggio non è definitivo, ma la docente può ora presentare la domanda per la scelta delle scuole ed è stata riammessa alla piattaforma. “Adesso tornare a scuola sarà una festa”, ha detto, sottolineando che per lei insegnare è la vita.

La docente non intende fermarsi, anzi: “Continuerei fino all’ultimo giorno di respiro”. Voglio lavorare, non chiedo altro. Spera che la sua battaglia possa servire ad altri: “Non è giusto che un meccanismo automatico cancelli una persona soltanto perché ha compiuto 67 anni, senza controllare se ha raggiunto i contributi minimi. Spero che questa vicenda aiuti anche chi si trova nella mia stessa situazione”. La sua storia è un esempio di come un sistema inadeguato possa danneggiare chi ha dedicato tutta la vita all’istruzione.