Nuovo piano rifiuti approvato: termovalorizzatore entro 2030. Opposizione: è un bluff
Nuovo piano rifiuti approvato: termovalorizzatore entro 2030. Opposizione critica e dubbi sull’investimento.

Termovalorizzatore entro 2030: il piano approvato a maggioranza
Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato ieri il nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti, con 19 voti favorevoli e 10 contrari. Il piano prevede la realizzazione di un termovalorizzatore in grado di trattare 370mila tonnellate di rifiuti all’anno, tra cui 270mila di rifiuti urbani e 100mila di rifiuti speciali. L’impianto dovrà essere a regime entro il 2030, in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione europea per ridurre al 10% il conferimento dei rifiuti in discarica. La realizzazione del termovalorizzatore è prevista entro sette-otto anni, con un iter che dovrà partire entro due mesi dall’approvazione del piano.
La road map prevede tempi serrati per la realizzazione dell’impianto. Entro due mesi dall’approvazione del piano, la giunta regionale dovrà individuare il gruppo di lavoro che, nei nove mesi successivi, stilerà la rosa di siti adatti ad accogliere l’impianto. A quel punto si potrà procedere con la Valutazione di impatto strategica (Vas) e entro 25 mesi si dovrà affidare la progettazione. L’assessore regionale ai rifiuti, Tiziano Consoli, ha sottolineato che i tempi non saranno brevissimi, ma in sette-otto anni, al netto di eventuali impugnazioni e ricorsi, si potrà costruire il nuovo impianto per la chiusura del ciclo.
Opposizione critica: il piano è un bluff
L’opposizione ha espresso forti critiche al piano, definendolo un “bluff” e sottolineando la mancanza di dettagli concreti. Secondo la capogruppo del Pd e relatrice di minoranza, Valeria Mancinelli, il termovalorizzatore non vedrà la luce prima dei prossimi quindici anni. “Dopo la finta legge anti kebab”, ha detto, “ora siamo al finto termovalorizzatore: nel piano non si dice dove si farà, né chi lo farà e con quali soldi, ma ci vorrà almeno mezzo milione di euro”.
Il centrosinistra ha presentato un ordine del giorno alternativo al piano, che è stato bocciato dal Consiglio. In esso si sottolinea che l’ammontare dell’investimento stimato di circa 370 milioni di euro (mille euro a tonnellata) appare sottodimensionato, in quanto elaborato in un contesto precedente alla crisi energetica e inflattiva. Per Marta Ruggeri (M5s), il piano è “un’operazione miope, antieconomica. Un’opera da mezzo miliardo che nasconde i problemi sotto la cenere, punisce i cittadini virtuosi e spalanca la strada a stangate sulle bollette Tari”.
La governance regionale e l’Ata unica
Il piano prevede anche la costituzione dell’Ata unica regionale, in sostituzione degli enti territoriali esistenti, a cui affidare la governance della nuova impiantistica. L’iter legislativo per la costituzione dell’Ata dovrà iniziare entro un mese dall’approvazione del piano. L’assessore Consoli ha chiarito che gli emendamenti presentati durante la discussione in terza commissione permetteranno alle società in-house di continuare a ricevere in discarica il 50% dei rifiuti speciali. Inoltre, la riduzione delle distanze delle discariche di rifiuti non pericolosi da 1.500 a mille metri dai centri abitati garantirà per il futuro l’ampliamento o la realizzazione di nuovi siti.
- Il termovalorizzatore dovrà essere a regime entro il 2030.
- La realizzazione dell’impianto richiederà sette-otto anni.
- L’investimento stimato è di circa 370 milioni di euro.
- La riduzione delle distanze delle discariche è prevista da 1.500 a mille metri.
- L’Ata unica regionale dovrà essere costituita entro un mese dall’approvazione del piano.
Il presidente: “Il momento del coraggio”
Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha sottolineato che “è il momento del coraggio di fare le scelte: chi fa può sbagliare, ma non facendo nulla, si resta indietro”. A differenza del passato, quando si è preferito non scegliere, il governo regionale ha realizzato riforme importanti, come quelle delle aziende sanitarie, il piano socio-sanitario, la legge di governo del territorio e adesso il nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti. L’approvazione del piano, con il termovalorizzatore, è vista come un atto storico, fondamentale per la chiusura del ciclo.
