Tari, Genova approva aumento del 5,7% con rate a cinque mesi e sconti per chi conferisce rifiuti

Genova approva aumento del 5,7% per Tari, con rate a cinque mesi e sconti per chi conferisce rifiuti.

Genova approva aumento del 5,7% per Tari, con rate a cinque mesi e sconti per chi conferisce rifiuti
Genova approva aumento del 5,7% per Tari, con rate a cinque mesi e sconti per chi conferisce rifiuti

Genova approva aumento del 5,7% per Tari, con rate a cinque mesi e sconti per chi conferisce rifiuti

Il Consiglio comunale di Genova ha approvato oggi le delibere sul regolamento Tari e sulle nuove tariffe, che prevedono un aumento medio del 5,7%. L’incremento, che peserà maggiormente sulle famiglie, è accompagnato da modifiche come l’estensione degli sconti per chi conferisce i propri rifiuti e la divisione del pagamento in cinque rate, anziché quattro, per le utenze non domestiche. Le scadenze per il saldo a fine anno sono state confermate, con il 16 dicembre per le famiglie e il 31 dicembre per le utenze non domestiche.

Le modifiche introdotte riguardano anche l’estensione degli sconti ai centri del riuso, oltre agli Ecovan e le isole ecologiche. La giunta ha accolto le proposte avanzate dalla segreteria generale, che aveva espresso un parere tecnico negativo su un emendamento che prevedeva sei rate. La decisione è stata presa dopo un dibattito acceso tra maggioranza e opposizione, con critiche rivolte al metodo di gestione delle politiche tributarie e alla mancata condivisione delle scelte.

Le opposizioni criticano il metodo e la mancata condivisione

La Lega, attraverso la capogruppo Paola Bordilli, ha sottolineato come la maggioranza non possa più fare la morale sulla condivisione, dato che il punto raggiunto è stato raggiunto anche durante i suoi otto anni al governo. “Bisogna rispettare i corpi intermedi, gli stakeholder e l’aula”, ha affermato Bordilli, ricordando come la mancata condivisione abbia caratterizzato il lavoro dell’amministrazione. Il capogruppo di Vince Genova, Pietro Piciocchi, ha criticato l’aggressività sulle politiche tributarie e la mancanza di intraprendenza nella risoluzione dei problemi. “Avete presentato il conto ai genovesi dopo aver approfittato di tutte le leve fiscali possibili”, ha detto Piciocchi, riferendosi al tema del termovalorizzatore e alla gestione della discarica di Scarpino. Anche Sergio Gambino (Gruppo Misto) ha espresso un voto negativo, riferendosi alla situazione di Scarpino, che non è idonea a ospitare un termovalorizzatore.

La giunta ha stanziato 2,3 milioni di euro per ridurre l’impatto dell’aumento, di cui 1,3 milioni derivano dall’imposta di soggiorno. L’aumento medio del 5,7% peserà maggiormente sulle famiglie, che pagheranno in media 18,43 euro in più rispetto all’anno scorso, mentre per le utenze non domestiche l’incremento varia tra il 3,6 e il 4,2%. La giunta ha anche introdotto alcune agevolazioni per specifiche categorie svantaggiate.

La delibera è stata approvata senza sorprese, con il solo voto della maggioranza. L’opposizione ha espresso contrarietà sul merito e sul metodo, accusando l’amministrazione di non aver rispettato un piano regionale di rifiuti e di aver lasciato alle precedenti amministrazioni le responsabilità di gestire il problema. “Abbiamo perso sotto il crollo del ponte Morandi la pressa, abbiamo visto la chiusura della Volpara”, ha detto Martina Caputo, capogruppo del Pd.