Galleria del Seminario: il problema non è il cantiere, ma la mancanza di coordinamento tra amministratori

Disagio per la galleria del Seminario, ma il vero problema è la mancanza di coordinamento tra amministratori locali.

Amministratori locali discutono sulla chiusura della galleria del Seminario, mancanza di coordinamento
Amministratori locali discutono sulla chiusura della galleria del Seminario, mancanza di coordinamento

La chiusura della galleria del Seminario, prevista dal 7 agosto ai primi di settembre, non è il problema principale. Il vero nodo, come sottolinea il coordinatore di FdI Mirco Pizzino, è la mancanza di coordinamento tra gli amministratori locali. Anas ha avviato un cantiere da 12 milioni di euro, ma la disorganizzazione dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano sembra ostacolare ogni tentativo di soluzione concreta. La situazione, descritta come un “condominio litigioso”, vede tre sindaci attenti e quattro che sembrano ignorare le problematiche del crinale. Il presidente Emanuele Ferrari, in particolare, è visto come un rappresentante che privilegia le proprie passioni culturali rispetto al bene comune.

Disagio e alternative per la viabilità

La chiusura della galleria comporterà disagi per i mezzi pesanti e per il traffico turistico. Per chi arriva da fuori, sarà difficile intuire il percorso alternativo. Tuttavia, il percorso Casina–Cigarello rappresenta una valida alternativa: da lì si può proseguire verso Felina costeggiando Carpineti, oppure deviare per la Costa e rientrare sulla statale all’uscita della galleria del Seminario. Per i montanari, la strada di Marola resta la via più intuitiva. Anche se i tempi di percorrenza saranno leggermente più lunghi, si tratta di un’inezia rispetto alla sicurezza.

La mancanza di cartellonistica specifica rende più complesso il riconoscimento del percorso alternativo. Un’inezia, se confrontata con la sicurezza. L’ultimo incendio in galleria, con un pulmino di giovani atleti coinvolto, ha sfiorato la tragedia. Quei 12 milioni non sono un capriccio, ma un investimento necessario. È l’occasione per mostrare un volto diverso dell’Appennino. Un disagio temporaneo può diventare un vantaggio che dura nel tempo.

Un’occasione per mostrare un volto diverso dell’Appennino

Il cantiere di Anas non è un lusso, ma un’occasione per migliorare la sicurezza e la modernizzazione della viabilità. Tuttavia, la mancanza di programmazione ha generato ansie, polemiche e un silenzio assordante da parte dell’Unione, che ha lasciato i cittadini senza una voce istituzionale capace di spiegare cosa stesse accadendo. La nota del coordinatore di FdI Pizzino ringrazia il sindaco di Carpineti Giuseppe Ruggi, l’unico amministratore che ha dimostrato di lavorare concretamente per i montanari. Gli altri, invece, preferiscono sognare tra le nuvole.

Le polemiche del Pd della montagna, che chiede dimissioni al ministro Salvini, hanno suscitato ironia. Tuttavia, il silenzio totale sul caso del vicesindaco di Castelnovo Monti, Daniele Valentini, con l’incarico da 26mila euro assegnato direttamente alla fidanzata (oggi moglie), rimane un problema non risolto. La mancanza di coordinamento tra amministratori locali non è un problema isolato. È un sintomo di una gestione amministrativa evanescente. L’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano, pur lodevole per certi tratti, non ha dimostrato di essere in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.