Un’esperienza di 48 ore di terrore: il racconto di un egiziano sequestrato e minacciato a Corsico

Un egiziano racconta 48 ore di terrore: sequestro, minacce e ricatto a Corsico

Un uomo egiziano viene sequestrato e minacciato a Corsico, racconta le sue 48 ore di terrore
Un uomo egiziano viene sequestrato e minacciato a Corsico, racconta le sue 48 ore di terrore

Un trentaduenne egiziano, A.A., ha vissuto 48 ore di terrore a Corsico, dopo essere stato picchiato, sequestrato e minacciato per ottenere 9mila euro. L’episodio, avvenuto più di quattro mesi fa, ha visto l’uomo sottoposto a un pestaggio in strada, un rapimento e un ricatto con minacce di morte. L’incidente è stato registrato dalle telecamere del bar e ha portato all’indagine dei carabinieri, che hanno identificato e arrestato cinque persone, tra cui quattro egiziani e un tunisino.

Il racconto di A.A. e l’inizio del sequestro

A.A. ha spiegato di aver conosciuto un certo Alì una decina di giorni prima alla fermata Romolo del metrò e di avergli dato appuntamento il 14 marzo in un bar di Corsico. Lì, l’egiziano ha rivelato di aver compiuto gli anni quattro giorni dopo e ha mostrato scherzosamente alcune banconote, esclamando “Guarda quanti soldi ho”. Poco dopo, Alì è uscito dal bar, ha fatto una telefonata e si è allontanato. A.A. ha ricevuto una chiamata di Alì, che gli ha detto di uscire dal bar, ma l’uomo ha rifiutato, percependo un tono di voce diverso.

Dopo dieci minuti, A.A. si è incamminato verso la fermata dell’autobus, ma ha trovato ad attenderlo il conoscente e altri quattro uomini. In due lo hanno pestato, per poi spingerlo sui sedili posteriori di una Bmw X1 bianca. Chiuso in una stanza, l’egiziano è stato insultato e minacciato: “Se non ci dai 10mila euro, ti portiamo su una montagna, ti leghiamo e ti lasciamo morire lì”. La violenza è stata prolungata e senza pietà.

Le minacce e la coercizione

L’uomo è stato derubato dei 400 euro che aveva in tasca, denudato completamente e filmato con un cellulare. Un cugino ha cercato di aiutarlo pagando 999 euro, ma ai rapitori non è bastato: l’egiziano è stato costretto a firmare cinque cambi per ottomila euro. “Salda tutto o pubblichiamo i video”, l’aut aut. Appena liberato, A.A. si è rivolto ai carabinieri, che grazie a occhi elettronici, sistemi contatarghe e traffico telefonico sono risaliti ai cinque componenti del gruppo e al luogo del sequestro (la pizzeria di Adro intestata a uno di loro).

Per il giudice, gli aggressori hanno dimostrato una “ferocia inaudita e prolungata”. Le minacce e la coercizione hanno avuto un impatto devastante sulla vittima. A valle degli accertamenti investigativi, i carabinieri, coordinati dai pm della Dda, hanno rintracciato e bloccato tra Baranzate, Adro e la cittadina romena di Brasov i quattro egiziani Basha N. di 38 anni, Elsayed N. di 46, Basyouny S. di 29 e Ibrahim A. di 46 e il ventinovenne tunisino Firas G. AI cinque è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Angelica Cardi. Il caso ha suscitato preoccupazione per la gravità delle minacce e la violenza subita. L’episodio rappresenta un ulteriore esempio di aggressioni e sequestri in contesti di migrazione, con conseguenze gravi per la vittima. L’indagine proseguirà per chiarire tutti i dettagli e garantire giustizia per A.A.