La violenza nei campi honduregni si fa più pericolosa: i contadini accusati di terrorismo per difendere la terra
Contadini honduregni accusati di terrorismo per difendere la terra, violenza crescente nel Bajo Aguán

Il 21 maggio, un gruppo di armi ha ucciso 20 contadini nel Bajo Aguán, un’area fertile del nord-est del Honduras, dove la lotta per la terra è diventata una guerra senza fine. La violenza, che include attacchi da parte di aziende di palma da olio e traffici di droga, ha raggiunto un livello senza precedenti, con il mese di maggio registrato come il più mortale dal 2018. La situazione si è aggravata con l’approvazione di nuove leggi da parte del governo honduregno, sostenuto da Donald Trump, che ha criminalizzato i leader comunitari e reso più pericoloso il loro lavoro. I contadini, chiamati campesinos, si trovano ora in una posizione di estrema vulnerabilità, con il rischio di essere etichettati come terroristi per difendere la loro terra.
Leggi che mettono in pericolo i difensori della terra
Il governo honduregno ha introdotto una riforma al codice penale che permette di designare gruppi come organizzazioni terroristiche. Questa legge, che va contro il parere della Corte Suprema, è stata criticata per la sua definizione ambigua di terrorismo. Secondo Lucía Vigil del Centro per lo Studio della Democrazia (Cespad), qualsiasi gruppo che eserciti il diritto di protesta pacifica può essere considerato terroristico. Yoni Rivas, portavoce della Plataforma Agraria, una rete di organizzazioni contadine, ha espresso preoccupazione: “Introdurre una legge del genere è un altro attacco contro di me e i miei colleghi.”
Un conflitto che dura da trent’anni
La crisi nel Bajo Aguán ha radici che risalgono al 1992, quando una legge di riforma agraria ha permesso alle aziende di palma da olio di acquisire terreni contadini. I contadini sostengono che le terre sono state sottratte loro in modo fraudolento e hanno tentato di recuperarle attraverso cause legali e occupazioni. Le aziende, invece, affermano che le vendite sono legali e rifiutano le accuse. Queste tensioni si sono intensificate con l’arrivo dei gruppi di traffico di droga, che hanno reso il Bajo Aguán un corridoio strategico per il trasporto di cocaina da Colombia verso nord. La presenza di questi gruppi ha complicato ulteriormente la situazione, portando a un conflitto che ha causato oltre 200 morti, la maggior parte dei quali contadini.
Secondo la Commissione Honduregna per i Diritti Umani (Conadeh), solo il 10% dei casi di omicidi e abusi vengono indagati nel Bajo Aguán. La mancanza di responsabilità ha formato il modo in cui le comunità vivono e reagiscono alla violenza. Dopo il massacro di Rigores, i familiari dei vittimi hanno cercato tra i 20 corpi dispersi tra gli alberi e gli edifici per identificare i loro cari. Prima che arrivasse la polizia, la comunità ha portato i corpi dal luogo del crimine, una pratica comune motivata dalla mancanza di fiducia nelle autorità e per evitare di pagare una somma di circa 300 dollari per il recupero dei corpi.
La pressione mediatica ha spinto la polizia a intervenire, ma i familiari hanno dovuto assistere mentre gli investigatori esumavano i corpi e eseguivano autopsie sul posto. “E per cosa?” chiede Santiago, che ha perso tre figlie nel massacro. “Non è come se troveranno chi è davvero responsabile delle uccisioni.” La mancanza di giustizia ha reso il Bajo Aguán un luogo in cui la violenza è una realtà quotidiana, e i contadini si trovano sempre più in pericolo, non solo da gruppi criminali, ma anche dallo stato stesso.
