Borse, la settimana dei tre grandi rischi: guerra in Iran, febbre dell’Ia e lavoro USA
Il mercato affronta tre grandi rischi: guerra in Iran, febbre dell’Ia e tensioni sul lavoro negli Usa. SpaceX e Tesla segnano un calo significativo.

Le borse mondiali si preparano a affrontare una settimana segnata da tre grandi rischi: la guerra in Iran, la febbre dell’intelligenza artificiale e le tensioni sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. Tra i titoli più seguiti, SpaceX e Tesla registrano un calo significativo, con il patrimonio netto di Elon Musk ridotto a circa 684 miliardi di dollari, dopo aver raggiunto un picco vicino a 1.330 miliardi il 16 giugno. La situazione si è aggravata a causa del ribasso della società aerospaziale e delle difficoltà di Tesla, che hanno cancellato centinaia di miliardi di ricchezza stimata.
Spacex, dall’euforia dell’Ipo alla caduta
Dopo il record di chiusura a 201,80 dollari il 16 giugno, il titolo di SpaceX ha perso circa il 46% dei suoi massimi, scendendo a 108,37 dollari. L’entusiasmo seguito all’offerta pubblica iniziale si è trasformato in una brusca revisione delle aspettative: gli investitori stanno rivalutando una società dalle prospettive industriali enormi, ma caratterizzata da investimenti elevati e una valutazione ambiziosa. Secondo S3 Partners, al 29 luglio le posizioni ribassiste su SpaceX avevano raggiunto 219,3 milioni di azioni, contro appena 23,3 milioni registrati il 16 giugno. Si tratta di circa un terzo dei titoli effettivamente disponibili per gli scambi pubblici.
La crescita delle scommesse contro il titolo ha reso più fragile il quadro, segnalando che una parte consistente del mercato ritiene possibili ulteriori discese, soprattutto in vista dei risultati trimestrali e dello sblocco di nuove azioni detenute dagli investitori iniziali. Una combinazione che potrebbe accrescere la volatilità del titolo, pur lasciando aperta la possibilità di rapidi rimbalzi qualora i conti superassero le attese.

Tesla brucia cassa per finanziare il futuro
Alle difficoltà di SpaceX si è aggiunta la reazione negativa del mercato ai risultati trimestrali di Tesla. Dopo la pubblicazione dei conti del 22 luglio, il titolo della casa automobilistica ha perso circa il 17%. Nel secondo trimestre il gruppo ha sostenuto spese in conto capitale per 5,8 miliardi di dollari, facendo scendere il free cash flow a circa 1,1 miliardi in negativo: il primo trimestre con flusso di cassa negativo in due anni. Musk ha presentato il 2026 come un anno di investimenti eccezionali, necessari per robotica, intelligenza artificiale, guida autonoma e nuovi impianti.
Wall Street, tuttavia, chiede ora che la crescita futura inizi a tradursi in risultati finanziari più visibili e prevedibili. La perdita puramente patrimoniale, legata soprattutto al valore delle partecipazioni azionarie, ma comunque superiore alla ricchezza complessiva mai accumulata da quasi tutti gli altri miliardari presenti nella classifica Bloomberg. La situazione si complica ulteriormente con la crescita delle scommesse contro il titolo di SpaceX, che potrebbe accrescere la volatilità del titolo, pur lasciando aperta la possibilità di rapidi rimbalzi qualora i conti superassero le attese. In un contesto di tensioni globali, la settimana dei tre grandi rischi potrebbe portare a ulteriori oscillazioni nei mercati finanziari.
