Il calore globale ha accelerato la perdita di ghiaccio polare, con un totale di 11 miliardi di tonnellate persi
Un nuovo studio rivela che i ghiacciai di Groenlandia e Antartide hanno perso 11 miliardi di tonnellate di ghiaccio negli ultimi 50 anni, contribuendo all’innalzamento del livello del mare.
La perdita di ghiaccio polare ha raggiunto un volume record negli ultimi 50 anni, con un totale di 11 miliardi di tonnellate persi da parte dei ghiacciai di Groenlandia e Antartide. Questo fenomeno ha contribuito in modo significativo all’innalzamento del livello del mare, diventando un fattore chiave nel cambiamento climatico globale. La ricerca, pubblicata sul giornale Scientific Data, ha analizzato i dati satellitari per comprendere meglio l’evoluzione dei ghiacciai e il loro impatto sull’ambiente.
Un numero enorme di ghiaccio perso
Secondo la scienziata Inès Otosaka, autrice principale dello studio, il numero di ghiaccio perso è enorme. “È un numero enorme”, ha detto. La perdita di ghiaccio è stata confrontata con un cubo di 23 chilometri di altezza, un’immagine visiva che aiuta a comprendere l’entità del fenomeno. L’analisi ha rivelato che questa perdita ha portato all’innalzamento del livello del mare globale di circa 3 centimetri. La perdita di ghiaccio ha contribuito al rialzo del livello del mare, con un impatto significativo sulle coste. La ricerca ha anche evidenziato che, nonostante alcuni episodi di rallentamento causati da nevicate record e temperature più miti, la tendenza generale rimane chiara: i ghiacciai si stanno sciogliendo più velocemente.
Le cause del degrado dei ghiacciai
I ghiacciai si riducono principalmente a causa del flusso accelerato di ghiaccio verso l’oceano, un processo detto “discharge”. Otosaka ha spiegato che il 84% della perdita totale proviene da ghiacciai che si riversano più velocemente nell’oceano, mentre solo il 16% è dovuto alla fusione superficiale. Questo meccanismo è stato osservato in entrambi i ghiacciai, ma con differenze regionali.
La Groenlandia ha visto la maggiore perdita di ghiaccio negli anni 2010, quando eventi estremi di fusione estiva hanno accelerato il processo. Al contrario, l’Antartide ha registrato un aumento del tasso di fusione negli stessi anni, ma la perdita netta è stata interamente dovuta alla fusione oceanica dei ghiacciai di sbocco. Inoltre, la velocità del flusso dei ghiacciai dell’Antartide occidentale, come quelli di Pine Island e Thwaites, è aumentata in ogni decennio del periodo osservato. La velocità di flusso dei ghiacciai è diventata un fattore chiave nella perdita di massa. La ricerca ha anche evidenziato che, nonostante la neve e le temperature possano influenzare temporaneamente la perdita di massa, il flusso di ghiaccio rimane il motore principale del degrado.
La sua squadra intende ora analizzare la perdita di ghiaccio su scala regionale, poiché alcuni settori dei ghiacciai reagiscono in modo diverso. Questi dati rappresentano un passo avanti nella comprensione del ruolo dei ghiacciai polari nel cambiamento climatico e nel loro impatto sul livello del mare. La ricerca offre un quadro dettagliato e una base per ulteriori studi, contribuendo a una maggiore consapevolezza del problema globale del riscaldamento.
