Carburanti costosi, gli agenti di Como chiedono certezze per non tornare a rifornirsi in Svizzera
Agenti di commercio a Como chiedono interventi strutturali sul caro carburanti per evitare di tornare a rifornirsi in Svizzera.

La provincia di Como, con il suo territorio di frontiera con la Svizzera, vive un momento di tensione legato al caro carburanti. Agenti di commercio e rappresentanti di Confcommercio hanno lanciato un appello al governo, chiedendo interventi strutturali per ridurre la volatilità dei prezzi e offrire certezze a chi vive i costi del carburante come parte del proprio lavoro. La richiesta, avanzata il 26 agosto 2026, si basa su una situazione in cui le proroghe temporanee non bastano più a garantire stabilità economica per le attività professionali.
Costi elevati e incertezze per gli agenti di commercio
Alberto Petranzan, presidente di Agenti Fnaarc, ha sottolineato come le misure adottate finora, come il taglio di 17 centesimi per due giorni, non siano sufficienti a risolvere il problema. “Chi lavora in auto non può vivere di proroghe”, ha affermato. Per gli agenti di commercio, il carburante rappresenta uno dei costi più importanti del proprio bilancio. I forti rincari vanificano i vantaggi del regime forfettario, che ha aiutato molti a mantenere la sostenibilità delle attività.
Le proroghe non bastano a risolvere un problema strutturale.
La situazione si complica ulteriormente con il rinnovo dell’auto, un aspetto che ha assunto una dimensione quasi casuale. “Sostituiamo l’auto ogni quattro anni per l’elevato chilometraggio e oggi scegliere tra diesel, benzina, ibrido ed elettrico è diventato quasi un terno al lotto”, ha spiegato Petranzan. Per programmare un acquisto consapevole, serve una politica energetica chiara e che guardi al futuro, un tema che riguarda non solo gli agenti, ma anche i gestori degli impianti.
Il rischio di tornare a rifornirsi in Svizzera
La vicinanza alla Svizzera rende particolarmente sensibile la situazione. “Il nostro è un territorio di frontiera e gli aumenti delle ultime settimane rischiano di rendere nuovamente conveniente rifornirsi oltreconfine, come non avveniva da prima della pandemia”, ha avvertito Santino Ceccato, presidente di Agenti Fnaarc Como. Per un agente di commercio, l’automobile è uno strumento di lavoro indispensabile, e ogni aumento del prezzo alla pompa incide direttamente sui margini dell’attività.
La vicinanza alla Svizzera rende il problema ancora più critico.
La complessità del mercato non riguarda solo gli agenti, ma anche i gestori degli impianti, che devono operare in un contesto di costi e margini difficili da gestire. “Da una parte abbiamo categorie professionali come gli agenti di commercio, per le quali il carburante è indispensabile per lavorare; dall’altra ci sono i gestori degli impianti, che devono operare in un mercato complesso”, ha sottolineato Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como. La vicinanza alla Svizzera introduce una variabile competitiva difficile da ignorare.
Un appello al governo per un approccio sistemico
Daniela Maroni, vicepresidente nazionale e presidente Figisc Confcommercio, ha lanciato un appello diretto al governo. “Siamo fortemente preoccupati per la categoria dei gestori degli impianti per il grave danno economico al quale ognuno deve far fronte”, ha affermato. Maroni chiede un credito d’imposta che permetta ai gestori di appianare le perdite generate dalle riduzioni delle accise sul carburante acquistato a prezzo pieno. Agenti Fnaarc chiede dunque interventi strutturali capaci di attenuare la volatilità dei prezzi nel lungo periodo e di consentire agli agenti di programmare i costi della propria attività. “Chi lavora ogni giorno sulle strade della nostra provincia non può costruire il proprio bilancio sulla base di proroghe di pochi giorni”, ha concluso Ceccato. “Servono certezze, una politica energetica chiara e una fiscalità dell’auto finalmente adeguata alla realtà del lavoro degli agenti di commercio.”
