Coches chini in Italia: espansione rapida, ma posventa si blocca

Coches chini in Italia: espansione rapida, ma posventa si blocca e mancanza di ricambi.

Coches chini in Italia con problemi di posventa e mancanza di ricambi
Coches chini in Italia con problemi di posventa e mancanza di ricambi

Nei primi sei mesi del 2026, le marche cinesi hanno registrato 75.024 matricolazioni in Italia, rappresentando il 12,3% del mercato, ovvero più di un decimo dei veicoli venduti. Tuttavia, questa espansione rapida si accompagna a un problema crescente nel servizio post-vendita, con il 54% dei clienti che esprime dubbi sulle riparazioni e sui ricambi delle marche cinesi. La situazione si complica ulteriormente a causa di un parco auto invecchiato, una scarsità di personale qualificato e un ritardo nella consegna di pezzi di ricambio. Questi fattori, che si intrecciano tra loro, stanno creando un problema strutturale che colpisce sia i concessionari tradizionali che le nuove marche cinesi.

Il posventa si blocca, ma la domanda cresce

La domanda per i veicoli cinesi continua a crescere, ma il servizio post-vendita non riesce a stare al passo. Mentre le marche cinesi si espandono rapidamente, la loro rete di officine e concessionari si sviluppa a un ritmo più lento, a causa della mancanza di infrastruttura e di personale specializzato. Questo contrasto ha portato a un aumento delle attese e a un peggioramento della qualità del servizio. Secondo i dati di Ganvam, il 54% dei clienti si preoccupa per la disponibilità dei ricambi e per la velocità delle riparazioni, un problema che si fa sentire soprattutto per le riparazioni più complesse, come quelle relative alla carrozzeria.

La mancanza di personale qualificato e la scarsità di ricambi sono i principali ostacoli al servizio post-vendita. Il parco auto italiano ha un’età media di 14,6 anni, con il 62% dei veicoli che supera la decade. Questo invecchiamento ha reso più complesse le riparazioni, poiché si deve gestire la mancanza di pezzi in catalogo e le aggiornamenti software che si accumulano dal momento della produzione. Al tempo stesso, il settore segnala una scarsità di personale qualificato, specialmente per le competenze legate ai sistemi elettrici e alle tecnologie embedded.

Un parco invecchiato e una mancanza di personale

La mancanza di personale non è l’unica causa del problema. Anche la scarsità di ricambi e i ritardi nella consegna di pezzi di sostituzione contribuiscono al blocco del servizio post-vendita. Alcuni centri di assistenza sono costretti a cercare pezzi su piattaforme di seconda mano o addirittura in officine di smaltimento, quando il ricambio originale non è più prodotto. Questi fattori si intrecciano, creando una situazione di attesa che può durare mesi, soprattutto per le riparazioni più complesse.

Le marche cinesi, come BYD, hanno cercato di migliorare la loro rete di servizio, ma il loro ritmo di espansione non è sufficiente a soddisfare la domanda. Mentre le marche tradizionali, come Renault, contano su oltre 250 centri autorizzati in Italia, alcune marche cinesi operano con pochi punti di vendita e servizio. BYD, ad esempio, ha 28 punti di vendita a metà del 2026 e mira a raggiungere 36 concessionari e 65 centri di assistenza entro la fine dell’anno. Intanto, i clienti si trovano a dover attendere mesi per le riparazioni, soprattutto quando si tratta di pezzi non disponibili o di tecnologie non ancora integrate nella rete locale.

Per i centri multimarca indipendenti, questa situazione rappresenta un’opportunità e un rischio. Da un lato, c’è un mercato in crescita, ma dall’altro, la mancanza di pezzi specifici e la necessità di formazione rendono il lavoro più complesso. La OCU, un’organizzazione di consumatori, raccomanda ai clienti di verificare la disponibilità dei ricambi e di chiedere direttamente al concessionario i tempi di attesa reali, non quelli promessi nel catalogo. Per i consumatori, la soluzione sembra essere la pianificazione. Mentre il settore non risolve i problemi strutturali, è consigliabile evitare di attendere l’ultimo momento per le riparazioni o le revisioni. Pianificare con settimane di anticipo, soprattutto prima dell’estate, è la sola garanzia di non trovarsi bloccati in liste di attesa che, nel peggiore dei casi, si misurano in mesi.