Francofonte sciolto per infiltrazioni mafiose, la Prefettura denuncia un comune permeabile agli interessi criminali
Scioglimento del Consiglio comunale di Francofonte per infiltrazioni mafiose, la Prefettura segnala un comune permeabile agli interessi criminali.

Il Comune di Francofonte è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, come stabilito dal Ministero dell’Interno su richiesta della Prefettura di Siracusa. La decisione è scaturita da una relazione che denuncia un ente locale privo di adeguati “anticorpi” contro le infiltrazioni criminali, con la distinzione tra attività amministrativa e interessi della criminalità organizzata che si è progressivamente ridotta. La Prefettura ha evidenziato come il comune fosse permeabile agli interessi criminali, con il direttivo composto da familiari di esponenti del clan Nardo e l’affidamento di lavori e servizi a aziende vicine a contesti mafiosi, senza verifiche previste dalla normativa antimafia.
Un sistema amministrativo permeabile agli interessi criminali
La relazione prefettizia sottolinea come il sistema amministrativo del comune non abbia garantito controlli adeguati, permettendo un’azione metodologicamente pianificata a favore degli interessi criminali. Tra i fatti rilevati, emerge un caso di manufatto di circa 65 metri quadrati che occupava da oltre dieci anni suolo pubblico senza una posizione amministrativa definita. Gli uffici comunali hanno riferito di non riuscire a reperire la documentazione, indicando un problema di smarrimento dei fascicoli.
La gestione dei fondi pubblici è stata sottoposta a critiche per la mancanza di controllo.
La Prefettura ha anche segnalato come, nonostante i fondi pubblici fossero destinati a interventi assistenziali, i funerali di persone indigenti fossero spesso accompagnati da manifestazioni sfarzose, con spettacoli pirotecnici e musica neomelodica. Una sola famiglia, ritenuta collegata ai clan locali, avrebbe gestito circa il 74% delle risorse comunali destinate a tali interventi. Inoltre, è emerso un uso frequente delle procedure di somma urgenza per l’affidamento di lavori pubblici, con alcune commesse assegnate a imprese successivamente colpite da interdittive antimafia.
Il sindaco e le interdittive antimafia
La relazione dedica numerose pagine alla figura del sindaco Daniele Nunzio Lentini, segnalando rapporti e frequentazioni con persone ritenute contigue alla criminalità organizzata, incompatibili con il ruolo istituzionale. Tra gli episodi ricordati, c’è un video pubblicato sui social in cui un soggetto indicato come appartenente agli ambienti criminali brinda in favore del primo cittadino, definendolo pubblicamente “compare” e ringraziandolo per l’impegno.
Le interdittive antimafia riguardano imprese legate al sindaco.
La Prefettura ha anche richiamato cinque interdittive antimafia adottate nei confronti di imprese riconducibili, direttamente o indirettamente, al sindaco e operanti nei settori agricolo, edilizio e delle energie rinnovabili. Tra i capitoli più significativi della relazione figura anche quello dedicato alla Pro Loco “Idria”, che ha ricevuto oltre 1,3 milioni di euro tra il 2021 e il 2025, con il direttivo composto da familiari di esponenti del clan Nardo.
Un quadro di infiltrazioni che va oltre le tradizionali attività illecite
La relazione si basa su risultanze investigative relative all’operazione “Agorà” del 2022, che ha colpito il clan Nardo-Sambasile, ritenuto egemone nell’area nord della provincia di Siracusa. Secondo gli ispettori, il sodalizio mafioso non si limitava alle attività tradizionali, ma esercitava un controllo capillare sul territorio, influenzando anche settori economici come il trasporto dei prodotti ortofrutticoli. La Prefettura ritiene che le criticità riscontrate non siano riconducibili a semplici disfunzioni amministrative, ma delineino un sistema caratterizzato da carenze di controllo tali da favorire gli interessi della criminalità organizzata.
