Raffaele Speranzon: «Fine vita? Non dico no. A Padova, non c’è fretta per Marcato»

Speranzon commenta la posizione di FdI sul fine vita e la candidatura di Marcato a Padova.

Raffaele Speranzon parla del tema del fine vita e della candidatura di Roberto Marcato a Padova
Raffaele Speranzon parla del tema del fine vita e della candidatura di Roberto Marcato a Padova

Raffaele Speranzon, nuovo coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, commenta i primi sei mesi del suo ruolo, sottolineando l’impegno del partito nel trovare sintesi tra diverse sensibilità e nel rispettare le scelte degli elettori. Dopo la vittoria del centrodestra a Venezia, il senatore ha espresso soddisfazione per il risultato e ha ribadito la volontà di costruire un partito radicato, aperto e leale con gli alleati. Il tema del fine vita, in particolare, è stato affrontato con una posizione chiara: contrari all’eutanasia e all’accanimento terapeutico, ma con la consapevolezza che la competenza è statale e che FdI si occupa del tema in Parlamento. Inoltre, Speranzon ha espresso la sua opinione sulla candidatura di Roberto Marcato a Padova, sottolineando che non c’è fretta per una decisione. Il coordinatore ha anche commentato la posizione del sindaco Simone Venturini, che si presenta come candidato civico, e ha espresso apprezzamento per il suo ruolo nel raccogliere consensi al di fuori del centrodestra.

Un partito radicato e aperto

«Il contributo che può portare il partito veneto è quello di diventare sempre più radicato e aperto, leale con gli alleati e capace di parlare con quanti non ci hanno ancora votato», ha sottolineato Speranzon. Il coordinatore ha ribadito che il lavoro del partito si basa su un metodo di ascolto, concretezza e spirito di squadra, introdotto dal presidente Alberto Stefani. «Dai nostri assessori e consiglieri mi aspetto che non si accontentino del fatto che il Veneto è uno dei motori produttivi d’Italia. Vogliamo anche infrastrutture moderne, abbattimento delle liste d’attesa in sanità, città sicure, modelli di welfare che sappiano rispondere alla sfida demografica non solo importando manodopera ma pure garantendo ai giovani di poter restare qui e mettere su famiglia», ha aggiunto.

La candidatura di Marcato e le alleanze

«Non abbiamo deciso nulla da nessuna parte. Di sicuro come centrodestra dovremo trovare una sintesi, perché gli elettori ci vogliono uniti e vincenti. Quindi cercheremo di capire quali sono i candidati migliori ascoltando i territori, il che non significa solo le segreterie e gli iscritti, ma pure le categorie economiche, le parti sociali, le associazioni culturali e così via», ha spiegato Speranzon. In merito alla candidatura di Roberto Marcato a Padova, il coordinatore ha espresso un’opinione positiva, ma ha ribadito che non c’è fretta per una decisione. «Ho un ottimo rapporto personale di amicizia e di stima con Marcato, dopodiché bisnerà capire se a Padova la sua è la candidatura migliore. Se lo è, non abbiamo veti, ma nemmeno fretta, perché sarebbe la cattiva consigliera di scelte di cui potremmo pentirci», ha concluso.

Le alleanze si valutano sui programmi, non sulle convenienze. «Le alleanze si valutano sui programmi, così come sulla lealtà e sulla capacità di governare, non certo sulle convenienze decise di volta in volta in base ai sondaggi del momento», ha aggiunto Speranzon, sottolineando l’importanza di una politica basata su valori e capacità di governo, non su convenienze momentanee. Il coordinatore ha anche commentato la posizione di Roberto Vannacci, che a sua volta segnala un’effervescenza tutta veneta per Futuro Nazionale. «La mia impressione però è che Vannacci, a differenza nostra, non stia lavorando per far crescere il centrodestra, ma per indebolirlo», ha sottolineato.

Non temo la concorrenza di Vannacci. «Non temo la concorrenza di Vannacci, perché abbiamo una linea molto chiara su temi come sicurezza, immigrazione, interesse italiano», ha concluso Speranzon, ribadendo la coerenza del partito e la sua volontà di costruire un centrodestra unito e vincente. Il coordinatore ha anche annunciato che a ottobre organizzerà in Veneto gli stati generali con i quasi 500 amministratori locali e la società civile, per rafforzare il legame tra il partito e i territori.