Risolto il caso di Pinerolo: due arrestati per l’omicidio del barista Giovanni Bruno

Due arresti dopo 13 anni per l’omicidio di Giovanni Bruno a Pinerolo, risolto grazie a indagini tecniche e rilettura degli atti

Due uomini arrestati per l’omicidio del barista Giovanni Bruno a Pinerolo, dopo 13 anni di indagini
Due uomini arrestati per l’omicidio del barista Giovanni Bruno a Pinerolo, dopo 13 anni di indagini

Il delitto di Pinerolo, rimasto senza colpevoli per oltre tredici anni, è stato risolto grazie a un’operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Pinerolo. Il 4 giugno 2013, tre uomini avevano entrato a volto coperto nel bar-tabaccheria del 37enne Giovanni Bruno, avviando una rapina che si era conclusa con un’aggressione e un omicidio. Dopo un lungo periodo di indagini interrotte, due dei responsabili sono stati arrestati tra il 27 e il 28 luglio 2026, mentre un terzo è deceduto otto anni fa. L’omicidio del barista ha scosso la comunità locale, che ha seguito con preoccupazione i tentativi di chiarire i fatti.

Un’indagine lunga 13 anni

Le indagini, iniziate immediatamente dopo la sparatoria, avevano già permesso di ritrovare l’auto dei malviventi, una Peugeot 206 rubata, non lontano dal bar. Tuttavia, le immagini delle telecamere di sorveglianza del locale riprendevano solo l’interno del locale, senza riuscire a identificare i responsabili. Gli inquirenti avevano quindi interrotto le indagini, lasciando il caso aperto per anni. Solo dopo un lavoro minuzioso e tecnico, condotto dagli investigatori, è stato possibile identificare con certezza i tre uomini che avevano compiuto l’aggressione.

Due arresti e un’inchiesta conclusa

Il 27 luglio 2026, i Carabinieri hanno arrestato un 79enne di origine sarda, già noto alle forze dell’ordine, che era stato rintracciato e bloccato a Torino prima del trasferimento in carcere. Il 28 luglio, è stato arrestato un 53enne torinese, anch’egli con precedenti penali. L’operazione ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei due uomini ancora in vita. Il terzo, ritenuto responsabile, è morto otto anni fa, senza che fosse mai stato identificato con certezza. La reazione del titolare del bar, Giovanni Bruno, aveva scatenato la sparatoria, che ha portato alla sua morte. Nella cassa del locale erano stati trovati 4 mila euro, che i malviventi non erano riusciti a portare via. La comunità locale, tra l’altro, aveva dato l’allarme, contribuendo a far emergere l’episodio. L’omicidio ha suscitato preoccupazione e dolore, ma anche un forte impegno da parte delle forze dell’ordine, che hanno dedicato anni per risolvere un caso considerato un “cold case”.

La soluzione del caso è un esempio di come, anche dopo anni, le indagini possano portare alla verità.

La conclusione dell’indagine rappresenta un momento di chiusura per una storia che ha segnato la vita di una comunità. I due arrestati, ora in carcere, saranno processati per il reato di omicidio, mentre il terzo, pur non essendo più in vita, è stato ritenuto responsabile della tragica sequenza di eventi. La soluzione del caso è un esempio di come, anche dopo anni, le indagini possano portare alla verità.

La comunità di Pinerolo ha seguito con attenzione i tentativi di chiarire i fatti.