Schillaci: «Investiremo sempre sulla sanità». Un miliardo in più nel 2027, stipendi migliori e più infermieri sul territorio
Ministro Schillaci annuncia un miliardo in più per la sanità nel 2027, stipendi migliori e più infermieri sul territorio.

Un miliardo in più per la sanità nel 2027
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato che nel 2027 il Fondo sanitario nazionale vedrà un incremento di un miliardo di euro. L’obiettivo è migliorare la retribuzione dei medici e degli infermieri, aumentare le assunzioni e rafforzare il sistema sanitario italiano. «Continueremo a investire sulla sanità», ha dichiarato Schillaci, sottolineando l’importanza di un sistema sanitario in grado di rispondere alle esigenze di una popolazione invecchiata. L’incremento finanziario è parte di un piano più ampio che mira a rafforzare la salute mentale e la prevenzione, elementi chiave per il futuro del sistema sanitario italiano.
La sanità è un investimento strategico per il Paese Schillaci ha sottolineato che la sanità non può essere considerata un costo, ma un investimento necessario per il futuro del Paese. «L’invecchiamento della popolazione richiede un sistema sanitario più efficiente e accessibile», ha spiegato. L’incremento di un miliardo di euro è stato previsto nella legge di bilancio 2027 e rappresenta un impegno concreto per migliorare la qualità dei servizi sanitari. L’obiettivo è anche quello di ridurre le liste di attesa e migliorare l’accesso alle cure, soprattutto nelle aree più svantaggiate del Paese.
La valorizzazione degli infermieri e il piano per il territorio
Tra le priorità del ministro Schillaci c’è la valorizzazione degli infermieri, che vengono definiti «l’architrave invisibile del nostro welfare». «In prospettiva, con gli incentivi economici e di carriera, oltre che aumentando i posti per il corso di laurea, pensiamo di invertire la rotta portando più infermieri non solo negli ospedali ma soprattutto sul territorio, dove c’è maggiore bisogno», ha spiegato. L’aumento dei posti disponibili per il corso di laurea in Infermieristica è un passo importante per rispondere alla crescente domanda di personale sanitario. «In pochi anni siamo saliti a oltre 25.000 posti, un fatto che è frutto di una precisa visione», ha sottolineato Schillaci.
Le case di comunità e il ruolo dei caregiver familiari Un altro aspetto prioritario è la promozione delle case di comunità, che devono diventare un punto di riferimento per la presa in carico dei malati cronici. «Devono servire non solo a decongestionare i pronto soccorso ma anche a garantire la presa in carico dei malati cronici», ha detto il ministro. Inoltre, Schillaci ha sottolineato l’importanza dei caregiver familiari, definiti «l’architrave invisibile del nostro welfare». «Sono l’elemento chiave per il sistema sanitario nazionale e dobbiamo far rispettare con più rigore il loro diritto a una pausa retribuita», ha aggiunto.
Le Rsa e i criteri di accesso
Il ministro ha anche affrontato il tema delle Rsa, strutture che ospitano anziani non autosufficienti. «Servono criteri più chiari, un Isee sanitario più evoluto, che consideri non solo reddito e patrimonio, ma anche composizione del nucleo familiare e grado di disabilità di chi ne fa parte», ha spiegato. L’obiettivo è creare un sistema di accesso più equo e garantire la dignità degli anziani, indipendentemente dal loro codice postale o dal loro conto in banca. «La dignità degli anziani non può dipendere dal codice postale o dal conto in banca», ha concluso Schillaci.
La strada verso un sistema sanitario più equo Schillaci ha riconosciuto che la situazione delle liste di attesa è migliorata, ma ha sottolineato che le differenze territoriali continuano a essere un problema. «Dobbiamo capire se dietro queste disparità non si riscontrino poi difficoltà dei cittadini ad accedere già a monte al sistema di prenotazione», ha detto. L’obiettivo è lavorare in sinergia con le Regioni per migliorare il sistema sanitario e garantire un accesso più equo a tutti i cittadini. «Agenas dovrà ancora lavorare al fianco delle Regioni per migliorare il sistema», ha concluso il ministro.
