Siccità record, agricoltura in emergenza: raccolti in calo fino al 70%
Siccità record in Italia, agricoltura in crisi: raccolti in calo fino al 70%, Po ai minimi storici.

La siccità record ha colpito oltre il 60% del territorio italiano, mettendo in grave pericolo la produzione agricola e alimentando un’emergenza senza precedenti. La produzione di latte è calata del 20%, mentre i raccolti di mais, riso, pascoli e soia sono in forte calo, con alcuni settori che segnalano un calo fino al 70%. Il Po, il fiume più importante d’Italia, è ai minimi storici, con il livello del fiume a Cremona che ha toccato un record negativo di -8,59 metri sotto lo zero idrometrico. La siccità ha danneggiato coltivazioni da Nord a Sud, con incendi che hanno bruciato 75mila ettari di boschi e terreni agricoli. L’agricoltura, già in difficoltà, si trova ad affrontare un’ulteriore pressione con costi aziendali in aumento e un deficit di precipitazioni che ha ridotto le riserve idriche del 30% in Piemonte.
Impatto della siccità sulle colture e sull’irrigazione
La siccità ha ridotto drasticamente la disponibilità di acqua, con conseguenze dirette su colture e allevamenti. In Veneto e Emilia-Romagna, il ricorso all’irrigazione è aumentato, ma i costi aziendali sono saliti in modo esponenziale. Il mais e le altre colture estive, in particolare, stanno subendo un stress idrico che ha portato a perdite fino al 70% in alcune aree. Il cuneo salino, che si sta diffondendo nel delta del Po, mina i vigneti e le colture ortofrutticole, con un impatto particolarmente grave sulle regioni del Nord. In Sardegna, la produzione di miele è calata del 70%, mentre in Piemonte la raccolta delle nocciole rischia di registrare perdite simili.
La siccità ha danneggiato le coltivazioni da Nord a Sud, con un calo del 70% in alcuni settori. In Trentino, la raccolta delle mele dovrebbe fermarsi a 2,27 miliardi di chili, con una flessione del 2% rispetto allo scorso anno. Il caldo torrido ha aumentato il fabbisogno di irrigazione, con un conseguente aumento dei costi aziendali. In Lombardia e nelle aree risicole del bacino del Po, la disponibilità di acqua si è dimezzata, con un impatto devastante sulle colture estive.
Proposte di Coldiretti per salvaguardare l’agricoltura
Per rispondere all’emergenza, Coldiretti ha lanciato un piano nazionale per la costruzione di invasi dotati di sistemi di pompaggio, in grado di accumulare le precipitazioni e produrre energia elettrica. L’organizzazione stima che l’Italia riesca attualmente a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, un dato che mette in luce la necessità di interventi urgenti. Il piano prevede l’utilizzo di materiali naturali e la piena utilizzazione delle infrastrutture esistenti, con l’obiettivo di ridurre gli effetti degli eventi meteorologici estremi.
Il piano di Coldiretti mira a garantire acqua alle colture e a produrre energia elettrica. L’organizzazione chiede inoltre di accelerare il processo per attivare lo stato di calamità e garantire acqua alle colture. La siccità, insieme al caldo torrido, ha causato un impatto devastante sull’agricoltura italiana, con danni stimati in circa 20 miliardi di euro negli ultimi quattro anni. I costi del gasolio agricolo, necessario per alimentare i sistemi di irrigazione, sono saliti del 70% a causa della crisi di Hormuz.
L’agricoltura, ormai in emergenza, necessita di interventi immediati per salvaguardare le colture e i redditi dei contadini. La siccità ha colpito non solo le colture, ma anche gli allevamenti, con un calo del 20% nella produzione di latte. La situazione si sta aggravando, con il rischio di ulteriori danni se non si interviene tempestivamente.
