Fine vita, accordo tra Lega e Pd su legge di iniziativa popolare

Intesa tra Lega e Pd per approvare legge sul fine vita, modifiche potrebbero invertire il rapporto tra favorevoli e contrari.

Giovanni Manildo e Alberto Stefani discutono su legge sul fine vita in un incontro informale a Treviso
Giovanni Manildo e Alberto Stefani discutono su legge sul fine vita in un incontro informale a Treviso

Il tema del fine vita, dibattuto e dibattuto, ha trovato un momento di intesa tra il governatore leghista del Veneto Alberto Stefani e lo speaker del centrosinistra Giovanni Manildo. Dopo mesi di tensioni e divergenze, i due si sono trovati d’accordo su una proposta di legge di iniziativa popolare, quella affossata il 16 gennaio 2024, che stavolta potrebbe essere approvata. L’intesa, nata durante un incontro informale a Treviso, ha segnato un passo avanti in un tema delicato e trasversale, che coinvolge non solo la politica, ma anche la società e la cultura.

Un incontro informale, un passo avanti

Il colloquio tra Stefani e Manildo, avvenuto durante un pranzo informale, ha segnato un momento di confronto costruttivo. Il governatore leghista e lo speaker del Pd hanno discusso delle modifiche necessarie al testo della legge, emendato in base alle sentenze della Corte costituzionale che hanno bocciato alcune parti della legge regionale toscana e sarda. L’obiettivo è limitare il ruolo dello Stato e concentrarsi sull’organizzazione sanitaria, senza imporre requisiti o tempi. La legge, se approvata, potrebbe rappresentare un passo significativo per il Veneto.

Le previsioni e le modifiche necessarie

A Palazzo Ferro Fini, dove il 7 settembre inizierà la discussione del testo Liberi Subito, si stanno già facendo previsioni numeriche. Secondo l’ultima conta, i contrari alla legge sul suicidio medicalmente assistito sarebbero ancora in maggioranza, due più dei favorevoli. Tuttavia, con ulteriori modifiche – come l’introduzione dell’obiezione di coscienza per i medici e la previsione del palliativista nel comitato che valuta le istanze – il rapporto potrebbe invertirsi. Queste modifiche potrebbero portare all’approvazione del testo.

Il mese di agosto, nonostante la pausa consiliare e le vacanze, sarà decisivo per apportare tutte le modifiche necessarie per arrivare all’approvazione della legge regionale. Il tema, che non era riuscito all’allora governatore Luca Zaia, potrebbe ora essere affrontato con successo da Alberto Stefani. Tuttavia, lo speaker dell’opposizione non vuole neanche sentire il tema, considerandolo un’esperienza politica non necessaria.

Un confronto costruttivo, non un patto

Manildo ha chiarito che l’intesa non è un “patto dell’acciuga”, ma un semplice confronto. Il colloquio, avvenuto durante un pranzo a Treviso, ha rappresentato un’occasione per discutere delle modifiche necessarie al testo. Con il capogruppo della Lega, Riccardo Barbisan, Manildo ha parlato a Venezia in motoscafo, spiegando che i suoi emendamenti saranno studiati attentamente. La legge, se approvata, potrebbe rappresentare un passo avanti per il Veneto. Il tema del fine vita, delicato e trasversale, richiede una risposta concreta. La mediazione potrebbe portare all’approvazione degli emendamenti, a partire da quelli su obiezione di coscienza e presenza del medico palliativista nel comitato. I sostenitori del suicidio medicalmente assistito potrebbero obiettare che il rischio è di avere un testo annacquato, ma l’approvazione, se avverrà, potrebbe rappresentare un passo significativo per il Veneto.