Energia, 4.000 progetti rinnovabili bloccati in Italia: la burocrazia frena i 150 GW
In Italia 4.000 progetti rinnovabili per 150 GW sono bloccati per burocrazia. Elettricità Futura propone contratti fissi e PPA per ridurre costi energetici.
Quattro mila progetti di impianti rinnovabili, per una potenza complessiva di 150 gigawatt, sono fermi in Italia a causa della burocrazia, secondo l’associazione Elettricità Futura. L’organismo, che rappresenta le principali aziende del settore elettrico italiano, ha sottolineato come i progetti siano bloccati soprattutto a livello locale, con ritardi e complessità nei procedimenti autorizzativi. Questi impianti, che potrebbero contribuire significativamente alla produzione di energia pulita, rimangono inattivi e non possono entrare in esercizio. La semplificazione delle procedure amministrative è vista come una leva fondamentale per accelerare l’offerta di energia da fonti rinnovabili e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.
Contratti a prezzo fisso: un’alternativa per ridurre i costi
Elettricità Futura ha anche proposto l’uso di contratti a prezzo fisso per le famiglie e le imprese, che garantiscono prezzi stabili per 24-36 mesi. Questi contratti, spiega l’associazione, possono risultare inferiori del 30-40% rispetto ai prezzi di mercato rilevati sul mercato all’ingrosso dell’energia. Un esempio concreto fornito dall’associazione mostra come, con il PUN a 220 euro al MWh, una famiglia possa trovare offerte con la componente energia a 160 euro/MWh. La diffusione di tali contratti permetterebbe alle famiglie di proteggersi dalla volatilità del mercato e pianificare meglio la spesa energetica in bolletta.
La stabilità dei prezzi è un elemento chiave per ridurre la volatilità del mercato energetico. L’associazione ha anche sottolineato come i contratti a prezzo fisso offrano un’alternativa concreta per le famiglie, permettendo di evitare i picchi di costo legati alle oscillazioni del mercato. Questo strumento potrebbe contribuire a una maggiore equità nel costo dell’energia, soprattutto in un contesto di forte instabilità dei prezzi.
Imprese e PPA: un’alternativa per ridurre la dipendenza dal gas
Per il mondo produttivo, Elettricità Futura ha richiamato l’attenzione su uno strumento specifico: i PPA (Power Purchase Agreement), ossia contratti di lungo termine per l’acquisto di energia elettrica spesso legati a impianti rinnovabili dedicati. “Anche per le imprese si trovano già soluzioni, con PPA, che permettono di avere l’energia a 75 euro al MWh, in pratica un terzo del prezzo di mercato”, ha evidenziato l’associazione. Un livello che, secondo questa indicazione, rappresenterebbe un forte alleggerimento dei costi energetici per le aziende.
La riduzione dei costi energetici per le imprese dipende da una maggiore autonomia nella produzione. L’associazione sottolinea che, “oltre ai prezzi fissi, serve ampliare l’accesso ai PPA con le fonti rinnovabili che già oggi permettono di disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas”. Legando i contratti di fornitura direttamente alla produzione da rinnovabili, il costo dell’energia risente meno delle oscillazioni del prezzo del gas naturale, che negli ultimi anni ha mostrato forti sbalzi. In questo contesto, l’associazione individua una strategia su due binari: da un lato lo sblocco rapido dei progetti rinnovabili oggi fermi per motivi burocratici, dall’altro la promozione di contratti a prezzo fisso e PPA per rendere più sostenibili, sul piano economico, le bollette di famiglie e imprese.
