Prezzo cereali in aumento: guerra, siccità e El Niño spingono i rincari in Italia
Prezzo cereali in aumento: guerra, siccità e El Niño spingono i rincari in Italia
Il prezzo dei cereali in Italia ha raggiunto nuovi massimi dal 2023, a causa di una combinazione di fattori complessi: conflitti internazionali, condizioni climatiche estreme e tensioni geopolitiche. La guerra in Ucraina, la siccità in entrambi gli emisferi e l’effetto del super El Niño hanno messo sotto pressione il sistema alimentare globale, con conseguenze dirette anche sul mercato italiano. A Bologna, la Borsa merci ha registrato un rialzo del 24% per il grano tenero e del 17% per il mais destinato agli allevamenti, a causa degli attacchi russi alla logistica marittima ucraina.
Conflitti e condizioni climatiche aggravano la crisi alimentare
La situazione si complica ulteriormente a causa degli attacchi russi alle infrastrutture e alle rotte commerciali ucraine, che hanno ridotto le esportazioni di cereali e fertilizzanti. Secondo Kaja Kallas, alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza, la Russia sta trasformando il cibo in un’arma, compromettendo la sicurezza alimentare in Africa, Asia e Medio Oriente. La combinazione di rischi climatici, difficoltà negli approvvigionamenti e insicurezza della navigazione ha reso il sistema alimentare globale più vulnerabile. Le scorte mondiali di cereali restano superiori a quelle del 2022, ma la combinazione di fattori ha reso il mercato globale più instabile. Kallas ha indicato tre snodi critici per il transito delle merci: Hormuz, Bab el-Mandeb e Mar Nero, le cui vulnerabilità si ripercuotono sulle catene commerciali internazionali.
Le rotte commerciali e le esportazioni ucraine
L’Ucraina rappresenta il 15% delle esportazioni globali di mais, il 10% di quelle di grano, tra il 15 e il 20% dell’orzo e il 50% dell’olio di girasole. Circa il 90% di queste merci attraversa il corridoio del Mar Nero, che è stato oggetto di attacchi russi intensificati dalla metà di luglio. Questi attacchi hanno provocato perdite stimate in circa 60 milioni di euro al giorno di entrate commerciali. La minaccia coinvolge direttamente anche gli equipaggi, con sei attacchi in dieci giorni attribuiti a sospetti droni russi e ricerche di sette marinai dispersi dopo un attacco contro due petroliere vicino alla costa romena.
La risposta europea passa dal sostegno alle esportazioni ucraine e dal rafforzamento della sicurezza marittima. Da luglio, le esportazioni di cereali attraverso i corridoi di solidarietà tra UE e Ucraina sono aumentate di quasi due milioni di tonnellate. Tuttavia, anche i percorsi alternativi risultano vulnerabili, con la Russia che ha intensificato gli attacchi anche sui valichi di frontiera con Moldavia, Romania e Polonia.
Per proteggere i collegamenti, Bruxelles sostiene una maggiore condivisione delle informazioni di sorveglianza e il centro per la sicurezza marittima del Mar Nero, realizzato con il supporto dell’UE. Tra gli interventi indicati figurano anche il rafforzamento delle capacità contro le minacce aeree e navali e un protocollo d’emergenza per accelerare consultazioni e coordinamento nelle crisi più gravi, anche con la NATO. Sul piano diplomatico, l’Unione lavora con Turchia, India e Paesi importatori di prodotti alimentari per favorire un’intesa sulla libertà di navigazione.
- La guerra in Ucraina ha ridotto le esportazioni di cereali e fertilizzanti.
- Il super El Niño e la siccità hanno aggravato la crisi alimentare globale.
- La Russia ha intensificato gli attacchi alle rotte commerciali ucraine.
- Bruxelles cerca alternative e rafforza la sicurezza marittima.
