Inflazione e flessibilità: il bilancio del fiscal drag
L’inflazione inattesa ha effetti su spesa e entrate. Il fiscal drag compensa parzialmente l’aumento delle spese pubbliche.
La sorpresa inflazionistica del 2026 ha reso necessaria una richiesta di flessibilità da parte del governo europeo. L’aumento inatteso dei prezzi ha incrementato le spese pubbliche, ma ha anche generato un incremento delle entrate attraverso il fiscal drag. Una simulazione calcola l’effetto di questa dinamica, evidenziando un incremento di circa 6,15 miliardi di euro nel 2027. Il bilancio tra spesa e entrate è cruciale per comprendere l’impatto reale dell’inflazione sull’economia pubblica.
Il fiscal drag e la sua compensazione
Il fiscal drag è un meccanismo che, in seguito a un aumento dei prezzi, genera un incremento delle entrate fiscali. Quando il reddito nominale cresce per compensare l’aumento dei prezzi, le scaglioni e le detrazioni dell’Irpef rimangono invariati, causando un aumento del gettito fiscale. Questo effetto, pur non modificando il potere d’acquisto del contribuente, genera un incremento delle entrate per lo Stato. La simulazione mostra che il fiscal drag inatteso nel 2027 compensa tra il 36 e il 42 per cento dell’aumento delle spese. Il fiscal drag inatteso riduce l’onere complessivo del governo. Sottraendo 2,55 miliardi, l’onere residuo simulato è di 3,6 miliardi nel perimetro di base e di 4,61 miliardi in quello ampliato. Questi valori rappresentano il saldo delle sole componenti simulate, non una stima completa della variazione dell’indicatore spesa netta.
La simulazione e i due scenari
La simulazione confronta due scenari relativi all’Ipca (indice dei prezzi al consumo armonizzato): un’inflazione dell’1,8 per cento nel 2026 e dell’1,8 nel 2027, prevista nel Piano strutturale di bilancio di medio termine (Psbmt), e un’inflazione rispettivamente del 3 e del 2,3 per cento prevista nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp). Ponendo i prezzi del 2025 pari a 100, nel 2027 l’indice dei prezzi raggiunge 105,37 anziché 103,63: una differenza di circa 1,74 punti indice.
Applicando lo scostamento dei prezzi a un insieme di voci pari a circa 402 miliardi, con coefficienti differenziati di indicizzazione, l’incremento di spesa stimato è di 6,15 miliardi nel 2027. Il perimetro comprende pensioni, prestazioni per le famiglie e disoccupazione, oltre al Tfr dei dipendenti pubblici, per un aggregato pari a circa il 18 per cento del Pil. Il perimetro ampliato mostra un incremento maggiore delle spese. Nel perimetro alternativo, pari al 20,4 per cento del Pil (462 miliardi), l’incremento stimato sale a 7,16 miliardi nel 2027. La differenza tra i due scenari è di 2,55 miliardi, che rappresenta il fiscal drag inatteso rispetto alle previsioni del Psbmt.
Il governo chiede flessibilità all’Europa su questa base, ma deve considerare che salgono anche le entrate, a causa del fiscal drag. La simulazione mostra che il fiscal drag inatteso nel 2027 compensa tra il 36 e il 42 per cento dell’aumento delle spese. Questo effetto, pur non modificando il potere d’acquisto del contribuente, genera un incremento delle entrate per lo Stato.
