Salmo e le fake news sulle creme solari: il rischio di disinformazione

Salmo rilancia teorie infondate sulle creme solari, ma l’ISS smentisce le fake news.

Salmo mostra cicatrice dopo rimozione di tumore, mentre ISS smentisce fake news sulle creme solari
Salmo mostra cicatrice dopo rimozione di tumore, mentre ISS smentisce fake news sulle creme solari

Salmo e le fake news sulle creme solari

Il rapper sardo Salmo, noto per i successi come “Il cielo nella stanza” e “La canzone nostra”, ha rilanciato teorie infondate sulle creme solari su TikTok, mostrando una cicatrice in volto dopo l’asportazione di un carcinoma basocellulare. Il video, con milioni di visualizzazioni, ha suscitato dibattito e preoccupazione, ma l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha smentito le fake news, ribadendo che le creme solari non sono cancerogene e non aumentano il rischio di tumori della pelle.

Le creme solari e la protezione dal sole

Secondo l’ISS, le creme solari sono regolate da normative rigorose che vietano l’utilizzo di sostanze cancerogene o tossiche. Nonostante ciò, Salmo ha affermato che l’uso di creme solari avrebbe causato la recidiva del tumore. Tuttavia, le evidenze scientifiche mostrano che l’esposizione cronica ai raggi ultravioletti è il principale fattore di rischio per i tumori della pelle, inclusi il melanoma e il basalioma. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) ha confermato che l’esposizione al sole è un rischio significativo, mentre le creme solari agiscono come presidio di protezione.

Le creme non schermano al 100% i raggi UV, ma riducono il rischio. Un prodotto con SPF 15 lascia passare circa il 7% degli UV, mentre uno con SPF 50 ne lascia passare il 2%. L’efficacia dipende anche dall’applicazione corretta, con quantità sufficienti e rinnovo regolare. L’ISS ha ricordato che non è vero che le creme solari siano dannose e che il vero rischio sia non usarle. Anche la Fondazione AIRC ha sottolineato che le creme solari proteggono i tessuti della pelle dai danni causati dai raggi UV.

Le teorie alternative non sono supportate da dati scientifici. Salmo ha espresso preoccupazione per le teorie alternative diffuse da una nutrizionista e oncologa, che ha sostenuto che l’esposizione al sole protegga dal melanoma. Tuttavia, questa interpretazione è stata criticata da molti colleghi, che hanno ritenuto inesatta e mal interpretata una ricerca pubblicata nel 2023. L’ISS ha ribadito che le fake news su questo tema sono state bollate come false, ma il rischio di disinformazione rimane elevato, soprattutto quando vengono sostenute da personaggi con un grande seguito sui social. La situazione evidenzia l’importanza di verificare le fonti e di affidarsi alle indicazioni scientifiche. Anche se le creme solari non schermano al 100%, il loro uso costante e corretto riduce il rischio di tumori della pelle. L’ISS ha sottolineato che non tutte le opinioni hanno lo stesso valore e che la salute pubblica richiede informazioni verificate. In questo contesto, il caso di Salmo rappresenta un esempio di come le teorie non scientifiche possano influenzare la percezione del rischio e la pratica quotidiana.